REGOLARIZZAZIONE FISCALE SUCCESSIVA ALLA DOMANDA DI PARTECIPAZIONE ALLA GARA: IL CONSIGLIO DI STATO CONFERMA L’ESCLUSIONE

La V Sezione del Consiglio di Stato, con Sentenza del 28.10.2019, n. 7386 ha confermato l’orientamento secondo cui l’adesione alla definizione agevolata dei carichi fiscali (c.d. rottamazione), successivamente alla data di presentazione della domanda di partecipazione, anche se a quel tempo erano ancora pendenti i termini per l’adesione, comporta, comunque, l’esclusione dell’operatore economico dalla procedura di gara.
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APPALTI SOTTO SOGLIA, PROCEDURE A INVITI E TUTELA DELLA CONCORRENZA: ECCO LE INDICAZIONI DEL CONSIGLIO DI STATO

Favor partecipationis, parità di trattamento degli operatori economici, trasparenza ed efficienza amministrativa: in materia di appalti pubblici, molti – e potenzialmente contrastanti – sono i principi che vengono in rilievo. A fare chiarezza sulle modalità operative che consentono il loro opportuno bilanciamento è intervenuto il Consiglio di Stato, Sezione V, con la sentenza n. 6160/2019 (depositata il 12 settembre 2019), resa sul tema delle procedure negoziate negli affidamenti sotto soglia.
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PROCEDURE SELETTIVE PUBBLICHE E ALGORITMI: LE INDICAZIONI DEL TAR EMILIA ROMAGNA IN TEMA DI CALCOLO DELLE SOGLIE DI ANOMALIA

Nella recente sentenza n.765, resa dal T.A.R. Emilia Romagna, sede di Bologna, Sezione I, lo scorso 8.10.19, è stato dichiarato infondato il ricorso promosso avverso un provvedimento di aggiudicazione di una gara svolta con modalità esclusivamente telematiche, il cui algoritmo utilizzato per calcolare la soglia di anomalia delle offerte era stato modificato dalla Stazione appaltante in corso di gara.
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LO SBLOCCA CANTIERI E L’ABOLIZIONE DEL RITO SUPERACCELERATO

L’art. 204 del d.lgs. 50/2016 ha introdotto ai commi 2-bis e 6-bis dell’art. 120 un rito nuovo, il rito superaccelerato per le controversie in tema di ammissioni ed esclusioni. Indubbiamente la novità più importante e più innovativa introdotta dall’art. 204 d.lgs. n. 50/2016, perché incide sui principi cardine del processo, è quella che prevede l’immediata impugnazione dell’ammissione dei concorrenti alla gara, anche perché ad una sempre maggiore concentrazione dei termini di svolgimento dei processi e di loro definizione il legislatore ci aveva ormai abituati, e non solo nel settore degli appalti pubblici.
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POTERE SANZIONATORIO DELL’ANAC E RISERVA DI VALUTAZIONE IN CAPO ALLA STAZIONE APPALTANTE NEL CASO DI CARENZA INFORMATIVA DELL’OPERATORE ECONOMICO

La pronuncia in commento* riguarda il caso di un’impresa subappaltatrice che, nel corso di una procedura di gara, aveva omesso di dichiarare la presenza di carichi pendenti nei confronti di soggetti contemplati dall’art. 80, co. 3, D.Lgs. n. 50/16.
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RAGGRUPPAMENTI TEMPORANEI E CONSORZI: IL CONSIGLIO DI STATO SULL’IPOTESI DI MODIFICHE SOGGETTIVE IN CORSO DI GARA

Il consorzio tra società di cooperative di produzione e lavoro partecipa alla procedura di gara utilizzando i requisiti suoi propri e, nell’ambito di questi, ben può far valere i mezzi nella disponibilità delle cooperative consorziate, che costituiscono articolazioni organiche del soggetto collettivo (ossia i suoi interna corporis). Questo il principio ribadito dalla Sezione V del Consiglio di Stato, nella recente sentenza n. 5926 del 28.08.2019. In particolare, i Giudici di Palazzo Spada hanno sottolineato come tale tipologia di consorzio sia regolamentato dalla speciale disciplina di cui alla l. 25 giugno 1909, n. 422 (“Costituzione di consorzi di cooperative per appalti di lavori pubblici”), diversa da quella applicabile alle altre fattispecie consortili (consorzi stabili ed ordinari).
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IPOTESI DI RIMESSIONE ALLE SEZIONI UNITE DELLA CORTE DI CASSAZIONE DELLA QUESTIONE RELATIVA ALLA NATURA PREDEDUCIBILE, IN SEDE CONCORSUALE, DEI CREDITI DEI SUBAPPALTATORI DI OPERE PUBBLICHE

Con ordinanza interlocutoria del 23 luglio 2019, la Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione ha sottoposto alla decisione del Primo Presidente l’eventuale rimessione alle Sezioni Unite della seguente questione: «se, ove residui un credito dell’appaltatore verso l’amministrazione appaltante e l’amministrazione abbia in base al contratto opposto la condizione di esigibilità di cui all’art. 118 del d.lgs. n. 163 del 2006, il curatore, che voglia incrementare l’attivo, debba subire o meno, sul piano della concreta funzionalità rispetto agli interessi della massa, la prededuzione del subappaltatore».
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COMUNICAZIONE DEL PROVVEDIMENTO DI AGGIUDICAZIONE E TERMINE PER L’IMPUGNAZIONE: GLI ORIENTAMENTI DEL TAR VENEZIA E DEL CONSIGLIO DI STATO

Nella recente sentenza n.836 del 15.07.2019, il TAR Venezia è tornato ad occuparsi della questione inerente il decorso del termine di impugnativa dalla comunicazione dell’aggiudicazione, già affrontata dal Tribunale in numerosi arresti (TAR Venezia Sez. I 562/2019; TAR Veneto, Sez. I, 23 agosto 2017, n. 802), sulla scorta dei quali, ai sensi dell’art. 120, comma 5, c.p.a., il ricorso avverso il provvedimento di aggiudicazione definitiva di un appalto pubblico deve essere proposto nel termine di 30 giorni, decorrente dalla ricezione della comunicazione di cui all’art. 79 D.lgs. n. 163/2006 (oggi disciplinata dall’art. 76, d.lgs. 50/2016).
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QUANTIFICAZIONE DELL’INDENNITÀ DI ESPROPRIO IN PRESENZA DI IMMOBILE ABUSIVO

Con l’Ordinanza del 6 giugno 2019, n. 15410, la Sezione I della Corte di Cassazione ha avuto modo di ribadire un principio di diritto già in precedenza espresso con riferimento alla quantificazione dell’indennità di esproprio per pubblica utilità su area sulla quale insista una costruzione abusiva.
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