Dalla crisi in Medio Oriente ai cantieri italiani: l’effetto domino sui costi degli appalti pubblici

Dalla crisi in Medio Oriente ai cantieri italiani: l’effetto domino sui costi degli appalti pubblici A cura di Avv. Pierluigi Piselli, Avv. Stefano de Marinis Indice Introduzione e contesto globale Profili Giuridici e Normativi Mission - L’impegno di Piselli &…

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Nota a margine di Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, Sez. I, 18 febbraio 2026, n. 1188

Nota a margine di Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, Sez. I, 18 febbraio 2026, n. 1188

A cura di Avv. Federica Rizzo

Con la sentenza n. 1188 del 18 febbraio 2026, il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania torna sul sensibile tema della stabilità della graduatoria dopo l’adozione del provvedimento di aggiudicazione, con specifico riferimento all’art. 108, comma 12, del D.Lgs. 36/2023 e alla portata del principio di invarianza nel D.Lgs. 36/2023, anche alla luce della più recente giurisprudenza al riguardo.

La vicenda trae origine da una procedura per la conclusione di un accordo quadro avente ad oggetto la fornitura di materiali, da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. All’esito delle operazioni di gara, l’appalto veniva aggiudicato alla società poi ricorrente.

Successivamente, tuttavia, il RUP disponeva la riapertura delle operazioni valutative, riconvocando la Commissione con l’incarico di riesaminare le offerte tecniche e di procedere a una nuova formulazione della graduatoria, a seguito del riscontro di una difformità nell’offerta di un operatore economico inizialmente collocato in terza posizione. La rinnovazione delle operazioni comportava l’esclusione di tale concorrente e la conseguente rideterminazione dei punteggi, anche sotto il profilo economico, con esito finale favorevole a un diverso operatore, cui veniva attribuita la nuova aggiudicazione.

L’originaria aggiudicataria impugnava, quindi, gli atti deducendo la violazione del principio di cristallizzazione della graduatoria, sostenendo che, una volta intervenuto il provvedimento di aggiudicazione, l’assetto concorrenziale non potesse essere rimesso in discussione mediante un riesame complessivo delle offerte.

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DURC irregolare dell’Appaltatore: tutele e rischi per il Committente

DURC irregolare dell’Appaltatore: tutele e rischi per il Committente

A cura di Avv. Ugo Altomare e Dott.ssa Alessandra Nania

1. DURC: disciplina generale e ratio della verifica contributiva

Il Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) rappresenta la certificazione che attesta l’effettivo adempimento degli obblighi contributivi e assicurativi da parte dell’Appaltatore. 

La relativa disciplina è dettata dall’articolo 4 del decreto-legge 20 marzo 2014, n. 34, convertito con modificazioni dalla legge 16 maggio 2014, n. 78, la quale ha introdotto il sistema di verifica telematica in tempo reale della regolarità contributiva. Tale normativa consente a chiunque vi abbia interesse di accertare la posizione contributiva dell’impresa nei confronti di INPS, INAIL e, ove previsto, delle Casse Edili competenti.

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APPALTI PUBBLICI: DAL 1°GENNAIO IN VIGORE LE NUOVE SOGLIE UE

Appalti pubblici: dal 1° gennaio in vigore le nuove soglie UE 

A cura di Avv. Sara Lepidi

Dal 1° gennaio 2026 entreranno in vigore le nuove soglie comunitarie per appalti pubblici di lavori, forniture e servizi, per il biennio 2026–2027.

Tali soglie sono state definite dall’Unione Europea con i Regolamenti delegati (UE) della Commissione del 22 ottobre 2025, nn. 2150, 2151 e 2152.

Ogni due anni la Commissione europea è infatti tenuta, ai sensi della direttiva 2014/24/EU  del Parlamento europeo e del Consiglio, a revisionare tali importi, ricalcolandoli sulla base del valore medio giornaliero dell’euro rispetto ai DSP (Diritti Speciali di Prelievo). 

Nello specifico, il calcolo consiste in una conversione automatica che serve a mantenere l’equilibrio con gli standard internazionali fissati dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), senza margine di discrezionalità da parte della Commissione.

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Rilevanza del CCNL indicato: il Consiglio di Stato sull’inammissibilità dell’offerta se i costi della manodopera sono calcolati su un CCNL differente da quello che verrà applicato in fase esecutiva.

Rilevanza del CCNL indicato: il Consiglio di Stato sull’inammissibilità dell’offerta se i costi della manodopera sono calcolati su un CCNL differente da quello che verrà applicato in fase esecutiva.

A cura di Avv. Giuseppe Imbergamo e Avv. Simona Gualtieri

Il Consiglio di Stato, con la recentissima sentenza, n. 9510 del 3.12.2025, offre importanti chiarimenti in ordine alla rilevanza del CCNL nell’ambito delle procedure di gara: il CCNL concretamente applicato dall’operatore economico, infatti, è un elemento essenziale dell’offerta in quanto incide naturalmente sulla determinazione dei costi della manodopera e, quindi, sul contenuto dell’offerta.

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La sostenibilità sociale nelle gare d’appalto: il paper di Piselli & Partners in collaborazione con DEKRA

La sostenibilità sociale nelle gare d’appalto: il paper di Piselli & Partners in collaborazione con DEKRA

A cura di Avv. Chiara Scardaci e Dott.ssa Ilaria Biffi

Lo Studio Legale Piselli & Partners e l’Ente di certificazione DEKRA evidenziano come gli standard internazionali, le best practice, le disposizioni di soft law, in generale, e le prassi di riferimento, nonché le certificazioni dedicate alla responsabilità sociale d’impresa, che validano i Sistemi aziendali adottati, ispirati agli strumenti predetti, costituiscano veicoli imprescindibili per integrare la dimensione sociale nei modelli organizzativi, a beneficio della rendicontazione ESG, dell’accesso alla premialità previste  dalle procedure di gara e di molti altri aspetti.

Il documento elaborato dall’Avv. Chiara Scardaci di Piselli&Partners e Ilaria Biffi di DEKRA, (più avanti anche paper), approfondisce il ruolo crescente della sostenibilità sociale nel contesto aziendale e, in particolare, nel settore degli appalti pubblici. 

La sostenibilità sociale nelle gare d’appalto: riferimenti e certificazioni per l’implementazione – PAPER

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Omissione dichiarativa e principio della fiducia: il Consiglio di Stato sui gravi illeciti professionali

Omissione dichiarativa e principio della fiducia: il Consiglio di Stato sui gravi illeciti professionali

A cura di Avv. Giuseppe Imbergamo, Avv. Tania Rea

Premessa

Il Consiglio di Stato, sez. III, con sentenza del 29 agosto 2025, n. 7143, offre chiarimenti importanti, in materia di gravi illeciti professionali, confermando la centralità del principio della fiducia nei rapporti tra gli Operatori economici e le Stazioni Appaltanti.

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