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L’INTERVISTA DI SILVIA SEGNALINI SU ITALIA OGGI

L’Avv. Silvia Segnalini, of counsel dello Studio, intervistata da Angelo Costa per Italia Oggi, fa il punto sull’Art Bonus nel nostro paese, sottolineando che le aziende in Italia puntano maggiormente sulle sponsorizzazioni.

Qualcosa non va, nonostante cioè l’art bonus sia stato trasformato da misura temporanea a misura permanente (sempre nella forma di credito d’imposta pari al 65% dell’importo erogato utilizzabile in tre quote annuali di pari importo), e nonostante sia stata ripensata l’iniziale limitazione del medesimo, oramai esteso a tutti gli interventi di sostegno, manutenzione, restauro e protezione a favore di beni culturali sia pubblici che privati; così come di musei, enti e istituti culturali pubblici e privati; e di fondazioni lirico sinfoniche, teatri di tradizione così come di orchestre, teatri nazionali, teatri di rilevante interesse culturale, festival e centri di produzione teatrale e di danza.

I numeri diffusi dal Mibact relativi ai risultati dell’Art Bonus, però, sembrano positivi. Come li commenta?

Si è comunque trattato di un (piccolo) passo in avanti in una direzione finora impensata. I dati dei primi giorni del mese di settembre scorso, parlano però di (soli) 180 milioni di euro derivanti dall’art bonus, di cui oltre 7 milioni da persone fisiche e oltre 88 milioni sa imprese, per un totale di 1471 interventi (in più di tre anni). Mentre un discorso a parte, che qui non interessa, è poi quello del Decreto legge dell’ottobre 2016 che ha esteso l’art bonus alle donazioni a favore del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per interventi di manutenzione, protezione e restauro anche di beni culturali di interesse religioso (di enti e istituzioni della Chiesa cattolica o di altre professioni) presenti nei Comuni interessati dagli eventi sismici.

Le azinde sembra che contiuino a preferire, quando si parla i arte, lo strumento delle sponsorizzazioni di beni culturali?

Si, da ultimo particolarmente favorito dalla recente riforma del Codice Appalti, che va decisamente nella direzione della semplificazione delle procedure e dell’incentivo al contributo delle aziende, che comunque, rispetto all’art bonus, ricevono dalle sponsorizzazioni una maggiore visibilità.

Come studio, questa riforma vi ha visti coinvolti?

Si, non poche sono state le aziende che si sono rivolte a noi per sfruttare al meglio le principali novità introdotte dagli artt. 19 e 151 del Decreto legislativo 18 aprile 2016 n. 50: in particolare per strutturare al meglio la proposta di sponsorizzazione, e a valle per negoziare il contratto di sponsorizzazione (essendo quest’ultimo un accordo negoziale, a tipico, a formazione progressiva). Nonché per la ricerca di formule innovative di partenariato-pubblico privato, per sfruttare uno degli aspetti forse più interessanti della riforma: che prevede come la disciplina si applichi non solo ai contratti di sponsorizzazione di lavori, servizi e forniture relativi a beni culturali, ma anche ai medesimi contratti quando finalizzati al sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura in senso ampio, comprese le fondazioni lirico-sinfoniche e i teatri di tradizione.