REGOLARIZZAZIONE FISCALE SUCCESSIVA ALLA DOMANDA DI PARTECIPAZIONE ALLA GARA: IL CONSIGLIO DI STATO CONFERMA L’ESCLUSIONE

La V Sezione del Consiglio di Stato, con Sentenza del 28.10.2019, n. 7386 ha confermato l’orientamento secondo cui l’adesione alla definizione agevolata dei carichi fiscali (c.d. rottamazione), successivamente alla data di presentazione della domanda di partecipazione, anche se a quel tempo erano ancora pendenti i termini per l’adesione, comporta, comunque, l’esclusione dell’operatore economico dalla procedura di gara “poiché, diversamente opinando sarebbe consentita una regolarizzazione postuma della posizione fiscale, successiva, cioè alla data di presentazione delle domande e nel corso della procedura, non consentita in nessun caso dalla lettura fornita in più occasioni dalla giurisprudenza amministrativa”.
In relazione al tema citato, il Collegio, nella pronuncia de quo ha inoltre affrontato la questione, sollevata dagli appellanti, della (asserita) illegittimità dell’art. 80, comma 4, d.lgs. 12 aprile 2016, n. 50 per contrasto con il diritto eurounitario, nella parte in cui un operatore economico è escluso dalla procedura di gara per un debito erariale pari all’importo di € 5.000,00.
Di diverso avviso rispetto a quanto sostenuto dagli appellanti, il Consiglio di Stato ha infatti confermato la compatibilità della disposizione richiamata con l’art. 57 par. 2 della Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio 26 febbraio 2014 n. 2014/24/UE sugli appalti pubblici.
Secondo la Quinta Sezione, invero, la norma nazionale “prevedendo l’esclusione dalla partecipazione ad una procedura di gara di un operatore “se ha commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse” è conforme alla disposizione sovranazionale per la quale “un operatore economico è escluso dalla procedura d’appalto se l’amministrazione aggiudicatrice è a conoscenza del fatto che l’operatore economico non ha ottemperato agli obblighi relativi al pagamento di imposte o contributi previdenziali e se ciò è stato stabilito da una decisione giudiziaria o amministrativa avente effetto definitivo e vincolante secondo la legislazione del paese dove è stabilito o dello Stato membro dell’amministrazione giudicatrice”.
Ha precisato il Collegio che la citata disposizione della Direttiva Europea rimette agli Stati membri (al par. 3) la possibilità di prevedere una deroga all’esclusione obbligatoria per inadempimento agli obblighi relativi al pagamento di imposte nel caso in cui l’esclusione sarebbe sproporzionata qualora non sia stati pagati “solo piccoli importi di imposte” e che il legislatore interno si è avvalso di tale facoltà per fissare una soglia di non rilevanza dell’inadempimento tributario pari a € 5.000,00.
Il Consiglio di Stato ha, pertanto, ritenuto coerente la soglia nazionale di irrilevanza del debito tributario con l’indicazione contenuta nella citata disposizione della Direttiva in precedenza citata – che, appunto, si riferisce a “piccoli importi di imposte” – nonché con la ragione a fondamento della causa di esclusione, ovvero “l’intento del legislatore di indurre gli operatore economici, indirettamente, ad assolvere ai propri obblighi fiscali integralmente e nei tempi di legge”; diversamente opinando, difatti, secondo il Collegio “non si comprenderebbe l’impedimento alla regolarizzazione postuma e in corso di procedura del debito fiscale già maturato”.
Infine, la Sezione si è espressa in merito alla legittimità dell’esclusione dell’intero raggruppamento a fronte dell’irregolarità fiscale perpetrata da un solo componente, nel caso di specie, il mandante con una quota di partecipazione pari al 10%.
In particolare, il giudice amministrativo ha confermato come l’irregolarità fiscale di un solo componente comporti l’esclusione dell’intero raggruppamento di imprese, richiamando la recente Adunanza Plenaria nella sentenza 27 marzo 2019, n. 6, “ove si è affermato, sia pure implicitamente, il principio che l’assenza dei requisiti di partecipazione in capo ad uno dei componenti del raggruppamento – anche se non riferiti ai requisiti generali – comporta l’esclusione dell’intero raggruppamento”.