Nota a margine di Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, Sez. I, 18 febbraio 2026, n. 1188

Nota a margine di Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, Sez. I, 18 febbraio 2026, n. 1188

A cura di Avv. Federica Rizzo

Con la sentenza n. 1188 del 18 febbraio 2026, il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania torna sul sensibile tema della stabilità della graduatoria dopo l’adozione del provvedimento di aggiudicazione, con specifico riferimento all’art. 108, comma 12, del D.Lgs. 36/2023 e alla portata del principio di invarianza nel D.Lgs. 36/2023, anche alla luce della più recente giurisprudenza al riguardo.

La vicenda trae origine da una procedura per la conclusione di un accordo quadro avente ad oggetto la fornitura di materiali, da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. All’esito delle operazioni di gara, l’appalto veniva aggiudicato alla società poi ricorrente.

Successivamente, tuttavia, il RUP disponeva la riapertura delle operazioni valutative, riconvocando la Commissione con l’incarico di riesaminare le offerte tecniche e di procedere a una nuova formulazione della graduatoria, a seguito del riscontro di una difformità nell’offerta di un operatore economico inizialmente collocato in terza posizione. La rinnovazione delle operazioni comportava l’esclusione di tale concorrente e la conseguente rideterminazione dei punteggi, anche sotto il profilo economico, con esito finale favorevole a un diverso operatore, cui veniva attribuita la nuova aggiudicazione.

L’originaria aggiudicataria impugnava, quindi, gli atti deducendo la violazione del principio di cristallizzazione della graduatoria, sostenendo che, una volta intervenuto il provvedimento di aggiudicazione, l’assetto concorrenziale non potesse essere rimesso in discussione mediante un riesame complessivo delle offerte.

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Finanza di progetto: la Corte di Lussemburgo boccia il diritto di prelazione del promotore

Finanza di progetto: la Corte di Lussemburgo boccia il diritto di prelazione del promotore

A cura di Avv. Vincenzina Dima

Abstract

Con la sentenza, resa nella causa C-810/24, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che il diritto di prelazione previsto dall’art. 183 del d.lgs. n. 50/2016 (Codice dei contratti pubblici ormai abrogato) contrasta con i principi di parità di trattamento e di concorrenza effettiva, nonché con la libertà di stabilimento degli operatori economici, nella misura in cui attribuisce un diritto di prelazione al promotore che gli consente, nell’ipotesi in cui il contratto non gli sia stato inizialmente aggiudicato, di adeguare la sua offerta a quella dell’aggiudicatario e di ottenere così l’aggiudicazione, a condizione di rimborsare le spese che l’aggiudicatario iniziale ha sostenuto per preparare la sua offerta, senza che tale rimborso possa superare il 2,5% del valore stimato dell’investimento atteso a partire dal progetto di fattibilità posto a base di gara.

Nel presente articolo sarà esaminata la sentenza della Corte di Lussemburgo e i possibili riflessi sulle procedure governate dal Codice dei contratti pubblici vigente.

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Rilevanza del CCNL indicato: il Consiglio di Stato sull’inammissibilità dell’offerta se i costi della manodopera sono calcolati su un CCNL differente da quello che verrà applicato in fase esecutiva.

Rilevanza del CCNL indicato: il Consiglio di Stato sull’inammissibilità dell’offerta se i costi della manodopera sono calcolati su un CCNL differente da quello che verrà applicato in fase esecutiva.

A cura di Avv. Giuseppe Imbergamo e Avv. Simona Gualtieri

Il Consiglio di Stato, con la recentissima sentenza, n. 9510 del 3.12.2025, offre importanti chiarimenti in ordine alla rilevanza del CCNL nell’ambito delle procedure di gara: il CCNL concretamente applicato dall’operatore economico, infatti, è un elemento essenziale dell’offerta in quanto incide naturalmente sulla determinazione dei costi della manodopera e, quindi, sul contenuto dell’offerta.

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Concessioni Balneari: il Consiglio di Stato “salva” le gare senza indennizzo per i concessionari uscenti

Concessioni Balneari: il Consiglio di Stato “salva” le gare senza indennizzo per i concessionari uscenti

A cura di Avv. Daniele Bracci e Dott. Alberto Boscarato

Con l’ordinanza cautelare del 24 ottobre 2025, n. 3862, la Settima Sezione del Consiglio di Stato riafferma il suo recente orientamento: la mancata previsione di indennizzi per i concessionari uscenti nei bandi di gara non determina l’illegittimità delle procedure di assegnazione delle concessioni demaniali marittime.

Una decisione che rafforza la posizione già espressa con recente la sentenza n. 8024 del 14 ottobre 2025, segnando un ulteriore passo nella progressiva definizione del nuovo equilibrio tra tutela dell’interesse pubblico, concorrenza e diritti dei concessionari uscenti.

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Concessioni demaniali: CdS su opere non amovibili e indennizzi per i concessionari uscenti

Concessioni demaniali: il Consiglio di Stato recepisce l’indirizzo della CGUE in tema di acquisizione delle opere non amovibili al patrimonio dello Stato e limiti agli indennizzi per i concessionari uscenti

A cura di Avv. Daniele Bracci e Dott. Alberto Boscarato

Con l’attesa sentenza n. 08024/2025, il Consiglio di Stato è tornato a pronunciarsi in materia di concessioni demaniali turistico ricreative, applicando la disciplina italiana sull’acquisizione allo Stato, a titolo gratuito e alla scadenza, delle opere non amovibili eseguite sull’area demaniale (art. 49 cod. nav.), ritenuta legittima dalla CGUE.

L’eventuale indennizzo è consentito, se previsto nella concessione demaniale e a carico del subentrante, limitatamente alla quota d’investimento non ancora ammortizzata.

Sul versante economico, è ribadita la legittimità dei canoni pertinenziali maggiorati e della loro applicazione ai rapporti in corso. Resta incerto l’ambito oggettivo delle opere rilevanti ai fini della remunerazione, con una distinzione rimessa a valutazioni caso per caso. Ne deriva l’esigenza di criteri tecnici uniformi (classificazione delle opere, metodi di ammortamento, oneri probatori) per garantire certezza operativa a bandi, perizie e contabilità.

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AGCM e impugnazioni proroghe San Felice e Gaeta

AGCM e impugnazioni proroghe San Felice e Gaeta Concessioni demaniali marittime: l’AGCM impugna le proroghe disposte senza gara dal Comune di Gaeta e di San Felice Circeo A cura di Avv. Daniele Bracci, Avv. Simona Gualtieri Indice    Premessa I…

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Produzione di energia da fonti rinnovabili e aree idonee: nuove indicazioni dal T.A.R. Lazio

Produzione di energia da fonti rinnovabili (FER) e aree idonee per l’installazione degli impianti: nuove indicazioni dal T.A.R. Lazio

A cura di Avv. Daniele Bracci, Avv. Gianluca Podda, Dott. Andrea Campiotti

Il T.A.R. Lazio annulla l’art. 7, commi 2 e 3, del D.M. 21 giugno 2024 imponendo al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica una riformulazione dei criteri per l’individuazione delle aree idonee per l’installazione di impianti FER

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TAR Milano:  opzioni e  proroghe tecniche nella lex specialis di gara ed estensione dei poteri rappresentavi del procuratore dell’operatore economico a pena di esclusione 

TAR Milano:  opzioni e  proroghe tecniche nella lex specialis di gara ed estensione dei poteri rappresentavi del procuratore dell’operatore economico a pena di esclusione    A cura di Avv. Emilia Piselli, Avv. Beatrice Iommi   Il TAR Milano, con la recentissima…

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