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CARO MATERIALI: LE NOVITÀ INTRODOTTE DALLA LEGGE DI BILANCIO 2023

CARO MATERIALI: LE NOVITÀ INTRODOTTE DALLA LEGGE DI BILANCIO 2023

A cura degli Avvocati Alessandro Bonanni, Stefano De Marinis, Giorgia Matteucci

La Legge di Bilancio 2023 – pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 303 del 29.12.2022 ed entrata in vigore il 1° gennaio 2023 – ha introdotto, in tema di tutele per gli aumenti dei costi dei materiali da costruzione, e per i fenomeni inflativi in generale, alcune significative modifiche, impattanti sia sugli appalti di lavori pubblici in esecuzione, sia nelle nuove procedure di aggiudicazione da indire.

Le previsioni in parola (commi 369-379 e 458 dell’art.1) confermano, anzitutto, l’obbligo delle stazioni appaltanti, per le gare bandite nel corso del 2023, di procedere agli affidamenti sulla base di progetti stimati con prezzi aggiornati e con quadri economici adeguati. Ciò con l’obiettivo di garantire il più possibile l’aderenza del corrispettivo a base d’asta al reale andamento del mercato. Al riguardo, la norma precisa che sino al 31 marzo 2023 le stazioni appaltanti potranno continuare ad utilizzare i prezzari regionali infrannuali adottati nel corso del 2022 ai sensi dell’art. 26, co. 2, del decreto n.50/2022, c.d. Aiuti, ma successivamente dovranno impiegare – anche per i riconoscimenti da operare alle imprese – nuovi prezzari aggiornati.

Per quanto riguarda gli appalti di lavori pubblici la cui esecuzione intervenga nel 2023, la normativa introdotta dalla Legge di Bilancio assicura, ai contratti che già godevano nel 2022 del meccanismo revisionale previsto dal decreto Aiuti, la prosecuzione di tale regime di tutela. Pertanto, i contratti di lavori che hanno tratto origine da offerte presentate entro il 31 dicembre 2021, vedranno prorogato il meccanismo di aggiornamento dei prezzi contrattuali e relativo pagamento ex ante anche con riferimento alle prestazioni eseguite o contabilizzate nell’arco del 2023.

Ma non è tutto: il perimetro delle misure di adeguamento dei prezzi previste dal Legislatore risulta ora più ampio di quello che era stato tracciato dal decreto Aiuti e dell’art.29, del decreto n.4/2022, c.d. Ristori, nelle loro originarie formulazioni. Infatti, hanno trovato ingresso tutele del tutto inedite per quanto riguarda i lavori che avranno esecuzione nel 2023 sulla base di offerte formulate dall’appaltatore nel 2022. In tal modo, numerosi contratti sorti sulla base di offerte successive al 31 dicembre 2021 – che erano sinora rimasti sostanzialmente privi di qualunque forma di protezione o adeguamento rispetto ai fenomeni inflativi sopravvenuti – potranno giovarsi, nel 2023, di un meccanismo revisionale di portata leggermente meno intensa, ma comunque suscettibile di fornire un concreto sostegno economico (gli incrementi dei prezzari, per tali contratti, saranno infatti riconosciuti nella misura dell’80%, anziché nella percentuale del 90%).

Vengono introdotte anche numerose previsioni inerenti ai fondi da cui le stazioni appaltanti possono attingere per incrementare i quadri economici delle gare da indire o per operare i riconoscimenti alle imprese che ne abbiano diritto. In particolare, vengono introdotte misure di incremento, preassegnazione, ed accesso al fondo “opere indifferibili” per le relative procedure da bandire nel 2023. Vengono inoltre specificati criteri e termini temporali per accesso ai fondi per le compensazioni da riconoscere le opere svolte (incluse quelle poste in essere nella seconda parte del 2022, e ancora da compensare).

Altre modifiche riguardano, infine, precisazioni sul regime applicabile al caso degli accordi-quadro e ai settori speciali.

Queste tematiche, con le relative questioni critiche originate dall’applicazione della complessa normativa sul “caro materiali”, verranno esaminate nel corso del Live Webinar programmato da PPI – Public Procurement Institute per il 1° marzo 2023, in cui sarà dato anche ampio spazio alle domande dei partecipanti (link: https://www.publicprocurementinstitute.com/corso-online/revisione-prezzi-appalti-normativa-recente-problemi-aperti/ ).

Caro materiali Legge Bilancio

 

 

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