LA RIPRESA DEL MERCATO DEL PROJECT FINANCING: LE POTENZIALITÀ DELLA METODOLOGIA BIM PER IL SUPERAMENTO DELLE CRITICITÀ DEL SETTORE

© Società Group ATP & B1P Group

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I dati del Rapporto 2017 sul Partenariato Pubblico Privato (“PPP”) in Italia, realizzato da Cresme Europa Servizi attraverso l’Osservatorio Nazionale del Partenariato Pubblico-Privato, confermano che il PPP rappresenta in Italia una quota importante e stabile del mercato dei lavori pubblici e dei servizi.

I dati annuali relativi al periodo 2012-2016 sono oscillanti, ma mostrano il 2016 quale anno record con 3.187 bandi di PPP per un valore complessivo di 13,318 miliardi di Euro.

Il Rapporto sul PPP evidenzia, tuttavia, che resta ancora molto alta la “mortalità” di queste iniziative. Da uno studio del Cresme-DIPE del 2015 emergeva che soltanto una operazione su quattro messa a gara arrivava alla fase di avvio della gestione.

Sussistono, infatti, varie criticità che frenano lo sviluppo del settore. Il Rapporto ne segnala cinque: 1) tempi troppo lunghi e incerti per giungere all’affidamento del contratto di PPP, al c.d. financial closing  e all’inizio della fase di realizzazione; 2) forte criticità tecnica nella formulazione delle proposte e dei bandi gara, nella realizzazione dei progetti e nella gestione dei rapporti tra pubblico e privato; 3) difficoltà a trovare un giusto equilibrio tra rischi privati e garanzie pubbliche; 4) rischio politico-amministrativo troppo elevato che comporta frequenti cambiamenti dei progetti; 5) prevalenza nelle imprese di una cultura imprenditoriale tradizionale, maggiormente finalizzata alla costruzione e meno attenta alla gestione.

Si è parlato, in passato, di un’ “onda montante” del fenomeno del PPP, ma resta forte la necessità di consolidamento e affinamento dei meccanismi, delle procedure e dei comportamenti che dovranno orientare in modo nuovo la realizzazione di opere pubbliche o di pubblica utilità e la gestione dei servizi connessi.

Al fine di agevolare il ricorso ai contratti di PPP, le istituzioni pubbliche e private hanno progressivamente messo a disposizione degli operatori del settore, alcuni strumenti di ausilio come: bozze di contratti tipo; linee guida per il Monitoraggio delle operazioni; modelli per la gestione dei rischi; linee guida per la redazione di Piani Economico-Finanziari, ecc..

Accanto a tali ausili dirompente, per le potenzialità che offre, appare ilBuilding Information Modelling (“BIM”), ovvero il “Modello di Informazioni di un Edificio”, che potrebbe costituire una metodologia di eccezionale utilità per superare molte delle criticità che ostacolano il ricorso al PPP per la realizzazione di opere pubbliche.

Il BIM è definito come la “rappresentazione digitale di caratteristiche fisiche e funzionali di un oggetto”.

Esso è inteso come una metodologia operativa e non come uno strumento. Il BIM, infatti, può essere immaginato come un processo di programmazione, progettazione, realizzazione e manutenzione di una costruzione, che utilizza un modello informativo, ossia un modello che ne contiene tutte le informazioni che riguardano il suo intero ciclo di vita, dal progetto alla costruzione, fino alla sua demolizione e dismissione.

La metodologia BIM comprende la rappresentazione 3D della fase di progettazione e di preparazione della documentazione di un progetto che rappresenta, forse, la ragione più convincente per adottarla e ne costituisce il vantaggio intrinseco. La rappresentazione 3D consente al team di progettazione una migliore comprensione, visualizzazione e risoluzione dei problemi durante tutto il processo ed il coordinamento all’interno di un unico modello appare più utile rispetto a quello richiesto da più documenti 2D.

L’approccio BIM consente di migliorare l’intero processo di realizzazione con rilevanti benefici quali: i) una diminuzione dei costi di progetto; ii) una consegna del progetto più veloce; iii) una maggiore qualità del progetto. Altri vantaggi correlati sono:

– processi più rapidi e più efficaci: le informazioni sono più facilmente condivise e possono essere riutilizzate;

– migliore progettazione: le proposte di progetto possano essere analizzate, è possibile eseguire in modo rapido simulazioni e prestazioni dei benchmark, consentendo soluzioni migliori e innovative;

– controllo dei costi dell’intero ciclo di vita e dei dati ambientali: la prestazione ambientale è più prevedibile ed i costi del ciclo di vita risultano maggiormente comprensibili;

– assemblaggio automatizzato: i dati digitali di prodotto possono essere utilizzati da tutti gli attori parti dell’intero processo di ideazione, finanziamento, realizzazione e gestione dell’opera;

– migliore servizio al cliente: attraverso una visualizzazione più dettagliata e accurata le proposte possono essere meglio comprese;

– dati del ciclo di vita: informazioni su requisiti, progettazione, costruzione e manutenzione possono essere utilizzati per facility management.

Il BIM in Europa ha trovato un esplicito riconoscimento normativo nella direttiva 2014/24/UE all’art. 22, paragrafo 4, attuato in Italia dal D. Lgs. n. 50 del 2016, all’art. 23, commi 1, lettera h) e 13.

Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ha adottato, il 1° dicembre 2017, il decreto previsto dal citato comma 13 dell’art. 23 che disciplina la progressiva entrata in vigore – a partire dal 1° gennaio 2019 per i lavori complessi relativi ad opere di importo a base di gara pari o superiore a cento milioni di Euro – e le specifiche modalità del BIM in Italia.

Proprio in considerazione dei vantaggi che tale tecnologia offre e del favor per essa manifestato sia dal legislatore europeo che da quello nazionale, appare opportuno promuovere maggiormente il nuovo metodo e iniziare a sperimentarlo il prima possibile. Ciò con riferimento soprattutto ai progetti da realizzare in PPP che sono, per definizione, progetti complessi e di lunga durata.

Ebbene il BIM potrebbe trovare nei contratti di PPP l’applicazione d’elezione riferendosi essenzialmente a opere complesse ai sensi del l’art. 3, lett. oo), del D.Lgs. 50/2016. La progettazione BIM potrebbe, infatti, ridurre la mortalità dei progetti di PPP favorendone la realizzazione.

L’approccio altamente strategico di tale metodologia, che offre la possibilità di analizzare l’oggetto architettonico e valutare le sue prestazioni già in fase progettuale, agevola l’individuazione, gestione e allocazione dei rischi di progetto già in tale momento. Ciò dovrebbe favorire la partecipazione degli enti finanziatori in una fase iniziale del progetto ed agevolare il raggiungimento del c.d. financial closing, momento cruciale di tutte le operazioni in Project financing.

L’utilizzazione dei metodi e strumenti elettronici di modellazione per le infrastrutture potrebbero, inoltre, consentire: la più efficiente gestione delle diverse professionalità necessarie per realizzare un progetto complesso con finanziamento project; un miglioramento dell’efficienza della progettazione; la riduzione dei tempi di affidamento dei contratti di PPP e di realizzazione delle opere; l’adeguata gestione dei rischi di progetto; una più agevole revisione del PEF al verificarsi degli eventi indicati dalla legge e/o previsti nel contratto; una migliore previsione dei costi di manutenzione e di gestione dell’opera; un corretto monitoraggio del progetto.

È auspicabile che le amministrazioni pubbliche, facoltizzate da subito – con priorità per i lavori complessi e purché abbiamo adempito agli obblighi di legge – all’utilizzo dei metodi e strumenti elettronici di modellazione per le infrastrutture, inizino ad utilizzarli proprio a partire dalle operazioni in PPP, per la loro intrinseca complessità e durata, poiché potranno trarne immediati e rilevanti vantaggi.

Allo stesso modo privati promotori potrebbero presentare alle amministrazioni pubbliche proposte di PPP, ai sensi dell’art.183, comma 15 del D.Lgs. 50/2016, utilizzando la metodologia BIM. Tali iniziative potrebbero, da un lato, incentivare le amministrazioni pubbliche a dotarsi degli strumenti necessari per l’utilizzo dei metodi e strumenti elettronici specifici e ad organizzarsi per la loro gestione, dall’altro lato portare ai promotori un vantaggio competitivo rispetto agli operatori del settore non ancora organizzati per l’impiego della nuova metodologia.

 

Per approfondimenti sul BIM, si segnala il Convegno “BIM – Building Information Modeling. Comprendere il valore delle informazioni” organizzato da PPI – Public Procurement Institute in collaborazione con lo Studio Piselli & Partners e Group ATP & B1P Group.