La sostenibilità sociale nelle gare d’appalto: il paper di Piselli & Partners in collaborazione con DEKRA

La sostenibilità sociale nelle gare d’appalto: il paper di Piselli & Partners in collaborazione con DEKRA

A cura di Avv. Chiara Scardaci e Dott.ssa Ilaria Biffi

Lo Studio Legale Piselli & Partners e l’Ente di certificazione DEKRA evidenziano come gli standard internazionali, le best practice, le disposizioni di soft law, in generale, e le prassi di riferimento, nonché le certificazioni dedicate alla responsabilità sociale d’impresa, che validano i Sistemi aziendali adottati, ispirati agli strumenti predetti, costituiscano veicoli imprescindibili per integrare la dimensione sociale nei modelli organizzativi, a beneficio della rendicontazione ESG, dell’accesso alla premialità previste  dalle procedure di gara e di molti altri aspetti.

Il documento elaborato dall’Avv. Chiara Scardaci di Piselli&Partners e Ilaria Biffi di DEKRA, (più avanti anche paper), approfondisce il ruolo crescente della sostenibilità sociale nel contesto aziendale e, in particolare, nel settore degli appalti pubblici. 

La sostenibilità sociale nelle gare d’appalto: riferimenti e certificazioni per l’implementazione – PAPER

INDICE

La sostenibilità sociale nelle gare d’appalto: riferimenti e certificazioni per l’implementazione

 

 

1. Responsabilità sociale e contesto ESG

Nel documento si evidenzia come la responsabilità sociale d’impresa (CSR), direttamente collegata al pilastro S – Social della sostenibilità, assume un ruolo cruciale nella strategia aziendale e nei sistemi di rendicontazione, coinvolgendo tematiche etiche quali diritti umani, condizioni di lavoro, valorizzazione e integrazione delle diversità, impatto sulle comunità e sulla filiera produttiva. Inoltre, all’interno dell’Agenda ONU 2030,  gli standard internazionali come SA8000:2014, PAS 24000:2022, UNI PdR 125:2022 per la parità di genere e UNI ISO 30415:2021 per diversity equity & inclusion trovano un contesto specifico collegandosi agli obiettivi – SDGs quali: 5 uguaglianza di genere, 8 lavoro dignitoso e crescita economica, 9 industria innovazione e infrastrutture, 10 riduzione delle diseguaglianze, 12 consumo e produzione responsabili, 13 lotta al cambiamento climatico, 16 pace, giustizia e istituzioni solide, 17 partnership per obiettivi 

Infine, gli standard internazionali e pertanto, i sistemi adottati e certificati in base agli stessi, rappresentano, con gli strumenti di cui si compongono, dalla formazione, alla mappatura dei processi, dall’analisi di rischio, alle politiche solo per fare un esempio, una risposta concreta alle richieste degli standard internazionali di rendicontazione GRI, ESRS e per le piccole e medie imprese VSME.

 

2. Gli standard SA8000 e PaS24000 

Il paper è dedicato in particolare allo standard SA8000, e alla Pas 24000.

Lo standard SA8000, definisce i requisiti per un sistema di gestione della responsabilità sociale d’impresa coprendo nove aree principali: lavoro infantile, lavoro forzato, salute e sicurezza, libertà sindacale, non discriminazione, disciplina, orario, retribuzione e sistema di gestione.

È uno standard molto diffuso, ma non basato sulla struttura delle norme ISO con il ciclo PDCA e il risk -based thinking, rendendo talvolta più complessa l’integrazione con altri sistemi di gestione. 

La PAS 24000, sviluppata dal BSI, definisce requisiti minimi per un Social Management System e criteri specifici di performance sociale. A differenza della SA8000, adotta la struttura ISO (HLS) e il ciclo PDCA, risultando più facilmente integrabile con gli altri sistemi aziendali e allineata al risk-based thinking.

 

3. Sostenibilità sociale nel Codice degli Appalti (D.Lgs. 36/2023)

Il paper si preoccupa poi di leggere il contesto CSR in chiave ESG anche nell’ambito del nuovo Codice degli appalti che integra in maniera sistematica la sostenibilità lungo l’intero ciclo di vita delle opere pubbliche, in particolare:

– Art. 57: obbligo di clausole sociali nei bandi per favorire pari opportunità, rispetto del CCNL, inclusione.
– Art. 61: possibilità di riservare gare a operatori che impiegano almeno il 30% di persone con disabilità o svantaggiate.
– Allegato II.3: prevede obblighi di documentazione sulla parità di genere, certificazioni L. 68/1999, clausole sociali come requisiti necessari e premiali, impegni su assunzioni di giovani, donne e persone con disabilità.

Sono previsti punteggi aggiuntivi per imprese con modelli avanzati di inclusione e parità, per l’adozione di strumenti di conciliazione vita-lavoro, e per chi dimostri conformità ai principi di parità nel triennio precedente.

L’Allegato II.13 disciplina inoltre le riduzioni delle garanzie per le imprese dotate di certificazioni accreditate, incluse le certificazioni sociali.

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4. Equivalenza tra SA8000 e PAS 24000

Il paper, sviscerati gli argomenti accennati nei paragrafi precedenti, si concentra sul principio di equivalenza europeo (Dir. 2014/24/UE) il quale stabilisce che nelle gare pubbliche è possibile presentare certificazioni equivalenti a quelle indicate nei bandi. La giurisprudenza recente (TAR Piemonte 924/2024; TAR Venezia 855/2025) conferma che PAS 24000 e SA8000 devono essere considerate equivalenti, poiché attestano lo stesso ambito: la responsabilità sociale d’impresa.

Il concorrente deve dimostrare l’equivalenza in termini di contenuti e requisiti coperti, ma la stazione appaltante non può limitare la partecipazione a un’unica certificazione specifica. L’equivalenza non vale invece tra certificazioni che riguardano ambiti diversi (es. UNI ISO 14001:2004 o UNI ISO 45001:2023).


5. Conclusioni

L’inserimento dei criteri ESG nel Codice dei Contratti Pubblici segna un’evoluzione strutturale del sistema degli appalti verso una visione orientata alla sostenibilità.

Le certificazioni sociali – SA8000, PAS 24000, PdR 125 – diventano strumenti strategici per dimostrare l’impegno dell’organizzazione nell’ambito del Pillar S, migliorare la reputazione, accedere ai benefici previsti nelle procedure di gara, rispondere alle richieste degli stakeholder curando la propria catena di fornitura, e molti altri vantaggi. La PAS 24000, grazie alla sua compatibilità con gli standard ISO e alla recente giurisprudenza, favorevole ad una equivalenza con la SA8000, rappresenta una soluzione moderna, flessibile ed efficace per contestualizzare i temi sociali nei sistemi di gestione aziendale, facilitandone la relativa integrazione.

La responsabilità sociale d’impresa, quindi, non è solo un dovere etico, ma una leva competitiva che genera valore nel lungo periodo e rafforza la posizione delle imprese nei mercati e nelle procedure pubbliche.

 

Per leggere il documento completo: https://bit.ly/Pagina-Paper-Sostenibilità
 

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