La finanza di progetto dopo la sentenza della Corte di Giustizia C-810/24

La finanza di progetto dopo la sentenza della Corte di Giustizia C-810/24

A cura di Avv. Stefano De Marinis

 

L’articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, in combinato disposto con l’articolo 49 del TFUE (Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea) e con gli articoli 30 e 41, nonché con il considerando 68 di tale direttiva, dev’essere interpretato nel senso che esso osta a che uno Stato membro riconosca al promotore di una procedura di finanza di progetto un diritto di prelazione che gli consente, nell’ipotesi in cui il contratto di cui trattasi non gli sia stato inizialmente aggiudicato, di adeguare la sua offerta a quella dell’aggiudicatario inizialmente prescelto e di ottenere così l’aggiudicazione di tale contratto, a condizione di rimborsare le spese che l’aggiudicatario iniziale ha sostenuto per preparare la sua offerta, senza che tale rimborso possa superare il 2,5% del valore stimato dell’investimento atteso dall’aggiudicatario a partire dal progetto di fattibilità posto a base di gara.

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Con le direttive appalti torna l’idea di Euro SOA

Con le direttive appalti torna l’idea di Euro SOA: non solo prequalifica UE per lavori e forniture, ma anche possibile leva per il ‘buy Europe’

A cura di Avv. Stefano De Marinis

Numerose iniziative che vedono in campo anche il mondo universitario variamente rappresentato [1], rilanciano il tema della verifica ex ante dei requisiti di accesso delle imprese alle gare per l’affidamento dei contratti pubblici nell’ottica, estesa all’Europa, della semplificazione delle procedure e della riduzione dei relativi costi amministrativi.

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Dalla crisi in Medio Oriente ai cantieri italiani: l’effetto domino sui costi degli appalti pubblici A cura di Avv. Pierluigi Piselli, Avv. Stefano de Marinis Indice Introduzione e contesto globale Profili Giuridici e Normativi Mission - L’impegno di Piselli &…

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L’articolo a cura dell’Avv. Stefano de Marinis pubblicato il 17.02.2026 su DIARIODIAC

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Codice Appalti: nuove censure UE, il “correttivo” non risolve la procedura di infrazione contro l’Italia

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A cura di Avv. Stefano de Marinis e Avv. Sara Lepidi

 

Permangono i rilievi critici da parte dell’Europa per quanto riguarda la disciplina italiana in tema di appalti, in particolare accesso agli atti ed il diritto di prelazione nella procedura di finanza di progetto.

Lo scorso 8 ottobre, la Commissione europea ha formulato una terza lettera complementare di costituzione in mora – procedura INFR(2018)2273 – a carico dell’Italia: l’infrazione riguarda il mancato corretto recepimento delle direttive UE 2014/23/UE (concessioni), 2014/24/UE (appalti pubblici ordinari) e 2014/25/UE (settori speciali) considerate sui punti in discussione equivalenti.

In particolare, le censure riguardano due importanti istituti: l’accesso agli atti ed il diritto di prelazione nella procedura di finanza di progetto; la relativa disciplina – secondo Bruxelles – non rispetterebbe ancora i principi europei di trasparenza, parità di trattamento, concorrenza e proporzionalità.

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Approvati i canoni demaniali 2025: un adeguamento travagliato tra annullamenti del TAR e interventi normativi

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A cura di Avv. Daniele Bracci, Avv. Stefano de Marinis, Dott. Alberto Boscarato

L’ultimo decreto dirigenziale del MIT sull’adeguamento dei canoni demaniali cerca di mettere ordine dopo le bocciature della giustizia amministrativa. Ma le criticità restano: dalla discutibile retroattività del nuovo indice di calcolo all’assenza di un decreto ministeriale, il quadro normativo appare ancora incerto e potenzialmente illegittimo.

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“Revisione prezzi” Approfondimento a cura di Avv. Stefano de Marinis pubblicato su DIAC – Aperte le iscrizioni all’edizione speciale del 14 Luglio 2025 del corso “REVISIONE PREZZI TRA NUOVA E VECCHIA DISCIPLINA “

  Il recente decreto legge n.73, torna sul tema revisione prezzi per risolvere alcune questioni aperte, peraltro diverse da quelle sorte a gennaio, subito dopo l’adozione del Dlgs 209, allora decisamente respinte dal Governo in nome della stabilità della nuova…

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