AI, Public Procurement and Peace: A Legal Framework for Resilient Critical Infrastructures: l’Avv. Ioana Pricopi interviene ad AI4Peace 2026 – Upeace Nazioni Unite – Roma
AI, Public Procurement and Peace: A Legal Framework for Resilient Critical Infrastructures: l’Avv. Ioana Pricopi interviene ad AI4Peace 2026 – Upeace Nazioni Unite – Roma
A cura di Avv. Sara Lepidi
La tecnologia evolve in tempo reale. I contratti pubblici, molto meno. È proprio in questo divario che si colloca una delle principali sfide giuridiche poste oggi dall’intelligenza artificiale: come assicurare che le istituzioni possano reagire con tempestività a vulnerabilità e minacce tecnologiche senza perdere il controllo dei processi decisionali anche nell’ambito della contrattualistica pubblica sottesa?
È questo il tema al centro dell’intervento dell’Avv. Ioana Pricopi, Partner di Piselli & Partners, ad AI4Peace Rome 2026, Global Biennial Symposium & International Conference, iniziativa della Facoltà per AI di Upeace (istituzione ONU con mandato globale dedicato esclusivamente alla educazione alla pace), dedicata al rapporto tra intelligenza artificiale, pace e sicurezza, che si è svolto a Roma dal 20 al 22 settembre. Le sessioni del 21 e 22 settembre si sono tenute presso la Pontificia Università Lateranense.
Nel corso della conferenza, l’Avv. Pricopi ha affrontato il tema “AI, Public Procurement and Peace: A Legal Framework for Resilient Critical Infrastructures”, proponendo una riflessione sul ruolo che il diritto dei contratti pubblici può svolgere nel garantire la resilienza delle infrastrutture critiche in un contesto caratterizzato da una crescente dipendenza dalle tecnologie di intelligenza artificiale.
L’intervento si inserisce in un confronto più ampio sul rapporto tra AI, governance, sicurezza e costruzione della pace, che ha trovato nella prima edizione di AI4Peace un momento di incontro tra istituzioni, università, ricercatori, diplomatici e rappresentanti della società civile di tutto il mondo. Un confronto destinato, peraltro, a proseguire oltre la conferenza: al termine dell’evento romano è stata infatti costituita la AI4Peace International Association, con l’obiettivo di dare continuità alla riflessione internazionale sul rapporto tra intelligenza artificiale, prevenzione e risoluzione dei conflitti e costruzione della pace.

INDICE
- Dalla sovranità formale alla sovranità effettiva
- Quando il rischio corre più veloce del contratto
- L’“Adaptive Resilience Contracting”
- Il diritto come parte dell’infrastruttura di resilienza
- Piselli & Partners: competenze integrate per la trasformazione digitale e l’AI
Dalla sovranità formale alla sovranità effettiva
Uno dei punti di partenza dell’intervento è il concetto di “effective sovereignty”.
Nell’economia digitale, infatti, la sovranità non riguarda soltanto la disponibilità formale del potere di decidere. Presuppone anche la capacità concreta di comprendere, governare, modificare e, quando necessario, sostituire le tecnologie sulle quali si fondano funzioni e servizi pubblici essenziali.
La dipendenza da tecnologie sviluppate o controllate da soggetti privati o stranieri può introdurre, in questo senso, nuove forme di vulnerabilità: non avere un controllo effettivo sulle tecnologie critiche significa poter disporre di un potere decisionale formale senza necessariamente possedere tutti gli strumenti per esercitarlo.
Da qui la necessità di ripensare il rapporto tra tecnologia, procurement e capacità decisionale pubblica, soprattutto quando sono in gioco infrastrutture strategiche.
La questione assume una dimensione ancora più ampia se collocata nel contesto di AI4Peace: la governance dell’intelligenza artificiale richiede infatti un confronto che coinvolga non soltanto gli aspetti tecnologici, ma anche le istituzioni, il mondo accademico, la ricerca e la società civile, con attenzione alla tutela dei diritti umani e della dignità della persona. È proprio questa prospettiva interdisciplinare e internazionale che l’AI4Peace International Association intende mantenere nel tempo attraverso attività di ricerca, dialogo e cooperazione.
Quando il rischio corre più veloce del contratto
A questa prima questione si lega quella che nella presentazione viene definita “temporal asymmetry”: la distanza tra la velocità con cui può manifestarsi una minaccia tecnologica e i tempi necessari per attivare una risposta istituzionale e contrattuale.
Un attacco o una vulnerabilità possono richiedere un intervento nell’arco di minuti o ore; la risposta tecnica può svilupparsi in ore o giorni; le procedure di autorizzazione e le modifiche contrattuali, invece, sono normalmente costruite su tempi più lunghi.
Il punto, quindi, non è soltanto prevedere il rischio, ma progettare fin dall’inizio un quadro contrattuale che sia in grado di adattarsi al rischio quando questo si manifesta.
L’“Adaptive Resilience Contracting”
È in questa prospettiva che si inserisce il modello di “Adaptive Resilience Contracting” ipotizzato dall’Avv. Ioana Pricopi.
L’approccio parte dalla progettazione ex ante del contratto, introducendo meccanismi di flessibilità già definiti e giuridicamente autorizzati. L’obiettivo è consentire interventi tempestivi senza trasformare l’emergenza in una zona priva di regole.
Il contratto può così individuare preventivamente risk triggers e autorità di validazione, obblighi di cooperazione dell’operatore, soglie di approvazione per le diverse misure di risposta e criteri per l’allocazione dei relativi costi.
La flessibilità, in questa prospettiva, non significa riduzione del controllo: al contrario, significa definire prima le condizioni entro le quali l’adattamento può avvenire.
Un ruolo centrale è quindi affidato alla human governance, articolata su tre livelli: human-on-the-loop, per misure reversibili e pre-autorizzate entro limiti definiti; human-in-the-loop, quando è necessaria una nuova approvazione; e human-in-command, cui rimane affidata l’autorità complessiva di supervisione, intervento e stop.
Il modello mira così a tenere insieme due esigenze apparentemente contrapposte: la velocità richiesta dalla tecnologia e la necessità di mantenere un chiaro presidio giuridico e umano sulle decisioni.
Il diritto come parte dell’infrastruttura di resilienza
La riflessione proposta ad AI4Peace porta quindi il diritto dei contratti pubblici oltre la tradizionale funzione di regolazione del rapporto tra amministrazione e operatore economico.
In un ecosistema tecnologico nel quale le vulnerabilità possono evolvere più rapidamente dei cicli contrattuali, la capacità di adattamento diventa essa stessa una componente della resilienza.
Progettare un contratto per un’infrastruttura critica significa, in altre parole, non soltanto disciplinare ciò che deve accadere oggi, ma costruire un quadro che consenta di gestire anche ciò che potrebbe accadere domani: individuando in anticipo chi può decidere, quando può intervenire, entro quali limiti e con quali forme di controllo.
È proprio su questo punto che l’esperienza giuridica incontra la trasformazione tecnologica: la resilienza non dipende soltanto dalla capacità dell’AI di individuare e affrontare un rischio, ma anche dalla capacità delle istituzioni e degli strumenti giuridici di reagire in tempo utile.
In questa prospettiva, il confronto sviluppato ad AI4Peace assume una dimensione che va oltre il singolo appuntamento congressuale. La costituzione della AI4Peace International Association al termine della prima edizione del simposio segna infatti l’avvio di una rete permanente tra istituzioni, università, ricercatori, diplomatici e società civile, orientata alla ricerca e al confronto sui diversi aspetti dell’intelligenza artificiale: dalla prevenzione e risoluzione dei conflitti alla governance, dall’etica alla tutela dei diritti umani.
L’obiettivo è quello di mantenere aperto un dialogo internazionale capace di confrontarsi tanto con le opportunità quanto con i rischi dell’intelligenza artificiale, promuovendone un utilizzo coerente con i principi della pace, dei diritti umani e della dignità della persona.
Piselli & Partners: competenze integrate per la trasformazione digitale e l’AI
L’intervento della Partner Ioana Pricopi si inserisce nel più ampio percorso di Piselli & Partners nel settore dell’innovazione e delle nuove tecnologie, che lo Studio affronta attraverso l’integrazione tra competenze giuridiche, tecnologiche e di business.
In particolare, l’attenzione dello Studio si sviluppa anche sul terreno specifico dell’intelligenza artificiale applicata al public procurement, sull’approfondimento dell’AI Act, sugli obblighi di compliance e di AI governance, nonché sulle ricadute operative per imprese, professionisti e Pubbliche Amministrazioni.
Questo percorso comprende anche l’approfondimento degli strumenti di valutazione dell’impatto dell’AI sui diritti fondamentali e dei profili di governance connessi all’utilizzo di sistemi ad alto rischio.
In questo quadro, il tema della resilienza delle infrastrutture critiche rappresenta un punto di incontro particolarmente significativo tra innovazione tecnologica e diritto: non soltanto la necessità di disciplinare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, ma anche quella di costruire strumenti giuridici capaci di accompagnarne l’evoluzione, preservando la capacità decisionale delle istituzioni e assicurando che, anche nelle situazioni di maggiore urgenza, l’adattamento tecnologico rimanga inserito all’interno di un sistema di responsabilità, controllo e governance umana.