Nuovi CAM: il webinar di Piselli & Partners con Up2You

Nuovi CAM: il webinar di Piselli & Partners con Up2You

A cura di Avv. Sara Lepidi

 

Il 5 marzo u.s. si è svolto il webinar dedicato ai Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia, organizzato da Piselli & Partners con Up2You, con l’obiettivo di analizzare la disciplina prevista dal DM 24/11/2025 e le relative implicazioni operative e giuridiche nel sistema degli appalti pubblici. 

L’incontro ha messo in luce come la sostenibilità stia diventando un elemento strutturale nella progettazione e nella realizzazione delle opere pubbliche, sia sotto il profilo tecnico sia sotto quello normativo.

Accedi ai materiali dell’evento

 

In apertura è stato ricordato che i nuovi CAM si applicano ai contratti pubblici relativi a progettazione, direzione lavori, manutenzione e adeguamento di opere edilizie e di ingegneria civile, ampliando quindi il perimetro rispetto al passato. Tra gli obiettivi principali vi sono l’allineamento delle opere pubbliche agli impegni internazionali in materia di sostenibilità (in particolare Agenda 2030 ed economia circolare), la riduzione dell’impatto ambientale degli edifici lungo l’intero ciclo di vita e la promozione di innovazione tecnologica e industriale nel settore delle costruzioni.

Dal punto di vista operativo, i nuovi CAM introducono diversi strumenti di valutazione e controllo della sostenibilità. Tra le novità più significative figurano l’obbligo della Relazione CAM già dalla fase di PFTE, lo screening del rischio climatico, la valutazione degli impatti ambientali su un orizzonte di 100 anni, l’attenzione ai rischi non finanziari ESG, obiettivi stringenti di recupero dei materiali e nuove modalità di diagnosi energetica per edifici di dimensioni rilevanti.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alle ricadute sui diversi operatori della filiera. Per i progettisti diventa centrale l’utilizzo di strumenti come LCA (Life Cycle Assessment) e LCC (Life Cycle Costing) già nelle prime fasi di progettazione, attraverso software e banche dati conformi agli standard europei. Per i produttori di materiali, invece, assumono un ruolo sempre più rilevante le EPD – Environmental Product Declaration, utilizzate come principale mezzo di prova degli impatti ambientali e del contenuto di materiale riciclato.

La parte conclusiva del webinar è stata dedicata a una sessione di domande e risposte curata dall’Avv. Daniele Bracci, che ha approfondito soprattutto i profili giuridici e applicativi dei nuovi CAM nel sistema degli appalti pubblici.

Un primo punto chiarito riguarda il rapporto tra CAM e Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 36/2023). È stato sottolineato come l’art. 57 del Codice imponga alle stazioni appaltanti l’inserimento nei bandi di criteri di sostenibilità: i CAM rappresentano quindi lo strumento tecnico attraverso cui tale obbligo si concretizza. Dopo le modifiche normative più recenti, è stato ribadito che negli appalti di lavori la conformità ai CAM deve essere garantita in tutte le fasi dell’appalto: progettazione, gara ed esecuzione.

Un secondo tema affrontato riguarda gli obblighi giuridici derivanti dall’integrazione dei CAM nei documenti di gara. È stato evidenziato che i CAM costituiscono un requisito minimo inderogabile: un progetto che non li recepisca non può essere posto a base di gara. Inoltre, non è sufficiente richiamarli in modo generico; le stazioni appaltanti devono tradurli in prescrizioni tecniche verificabili, come percentuali minime di materiali riciclati o specifici obblighi documentali. La totale assenza dei CAM nei bandi può rappresentare un vizio strutturale della procedura, suscettibile di immediata impugnazione.

L’Avv. Bracci ha poi chiarito le responsabilità delle stazioni appaltanti nelle diverse fasi dell’appalto. Nella fase di progettazione la mancata verifica della conformità ai CAM può rendere il progetto illegittimo; nella fase di gara l’assenza dei criteri nella lex specialis può portare all’annullamento della procedura; durante l’esecuzione, infine, la stazione appaltante è responsabile della vigilanza sull’effettivo rispetto dei criteri ambientali. In alcuni casi, tali carenze possono comportare anche responsabilità erariale o perdita di finanziamenti, soprattutto nei progetti legati al PNRR.

Un ulteriore aspetto discusso riguarda l’adeguamento delle clausole contrattuali. I contratti devono disciplinare in modo puntuale i requisiti ambientali relativi ai materiali utilizzati, alla gestione dei rifiuti, ai parametri ESG e all’organizzazione del cantiere. È inoltre necessario prevedere l’obbligo della Relazione CAM e l’impiego di personale con adeguate competenze ambientali.

Infine è stato analizzato il regime transitorio tra vecchi e nuovi CAM. In alcune situazioni è ancora possibile applicare i criteri precedenti, ad esempio quando il PFTE o il progetto esecutivo sono stati validati sotto la normativa precedente e la gara viene pubblicata entro termini temporali limitati.

Nel complesso, dal confronto è emerso come i nuovi CAM rappresentino non solo un aggiornamento tecnico, ma un vero cambio di paradigma nella gestione degli appalti pubblici, in cui la sostenibilità diventa un requisito giuridico vincolante e un elemento centrale nella progettazione e nell’esecuzione delle opere pubbliche.

Di seguito è disponibile il materiale completo dell’evento: 

 

 

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