Concessioni demaniali marittime: l’AGCM ribadisce la necessità di indire procedure selettive rispettose dei principi concorrenziali

Concessioni demaniali marittime: l’AGCM ribadisce la necessità di indire procedure selettive rispettose dei principi concorrenziali

A cura di Avv. Alessandro Bonanni e Avv. Simona Gualtieri

Come si evince dal Bollettino n. 43 del 10.11.2025, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato – AGCM, ha ravvisato rilevanti criticità nel modus operandi seguito dal Comune di Viareggio per l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative.

Segnatamente, l’AGCM ha ritenuto che “le modalità seguite dal Comune di Viareggio nell’assegnazione delle concessioni demaniali marittime si pongano in contrasto con i principi concorrenziali nella misura in cui hanno impedito il confronto competitivo che dovrebbe essere garantito in sede di affidamento dei servizi incidenti su risorse demaniali di carattere scarso, in un contesto di mercato nel quale le dinamiche concorrenziali sono già particolarmente affievolite a causa della lunga e non adeguatamente motivata durata delle concessioni attualmente in essere”. 

Pertanto, l’Autorità ha invitato l’Ente a indire procedure selettive effettivamente rispettose dei principi concorrenziali, nonché a presentare le iniziative assunte con riferimento a quanto evidenziato dall’Autorità.

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(commento a sentenza Corte d’Appello di Messina del 3 dicembre 2024).

A cura di Avv. Alessandro Bonanni, Dott.ssa Angelica Coppola

Abstract

La sentenza in commento, resa dalla Corte d’Appello di Messina, si inserisce nel solco della giurisprudenza consolidata in materia di appalti pubblici, affrontando due profili di rilievo: l’onere di tempestiva iscrizione della riserva in caso di sospensione dei lavori e il diritto dell’appaltatore al risarcimento dei danni derivanti dalla mancata disponibilità delle aree, condizionato all’aver previamente presentato istanza di recesso.

Pur riferendosi ad un appalto disciplinato dal D.P.R. 554/1999, la pronuncia si presta a una riflessione estesa anche alla disciplina attuale contenuta nel D.Lgs. 36/2023, che ha recepito e riorganizzato – senza sovvertirli – i principi elaborati dalla giurisprudenza, introducendo tuttavia disposizioni di maggiore dettaglio e sistematicità.

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