Compliance d’impresa nell’era dell’intelligenza artificiale: modelli, persone e scenari futuri
Compliance d’impresa nell’era dell’intelligenza artificiale: modelli, persone e scenari futuri
L’Avv. Chiara Scardaci di Piselli&Partners intervistata da Intelia – FuturIA
Non basta adottare un modello organizzativo: perché sia realmente efficace, deve essere conosciuto, applicato e integrato nei processi dell’impresa.
È uno dei temi al centro dell’intervista rilasciata dall’Avv. Chiara Scardaci a Intelia – FuturIA, startup italiana attiva nello sviluppo di soluzioni di intelligenza artificiale e Legal Tech.
La conversazione ha affrontato il rapporto tra compliance, organizzazione aziendale, gestione del rischio e innovazione tecnologica, con particolare attenzione alla possibilità di trasformare la compliance da mero adempimento normativo in uno strumento concreto di organizzazione, prevenzione e gestione dei rischi.
È una prospettiva che si inserisce nel lavoro di Piselli & Partners, studio legale specializzato nel diritto d’impresa, che affianca aziende e organizzazioni nelle esigenze giuridiche legate alla crescita, alla governance e all’evoluzione dei modelli organizzativi.
Attraverso competenze specialistiche e un approccio costruito sulle caratteristiche di ciascuna realtà, lo Studio supporta imprese e aziende nella definizione, implementazione e aggiornamento di modelli organizzativi e sistemi di compliance, con l’obiettivo di renderli concretamente applicabili e coerenti con i processi aziendali.
INDICE
- Dalla compliance formale a un modello che funziona
- Il ruolo del management e delle persone
- Diversità, sostenibilità e responsabilità d’impresa
- L’intelligenza artificiale entra nell’organizzazione
- Quando la compliance diventa cultura d’impresa
Dalla compliance formale a un modello che funziona
Nel corso dell’intervista, l’Avv. Scardaci ha posto l’attenzione sulla differenza tra una compliance meramente formale e un sistema realmente integrato nella vita dell’impresa.
Procedure, protocolli e documenti sono necessari, ma rappresentano soltanto il punto di partenza. Un modello può dirsi realmente efficace quando si traduce in comportamenti, consapevolezza e responsabilità condivise all’interno dell’organizzazione.
Per questo, la costruzione di un sistema di compliance deve partire dalla conoscenza concreta dell’impresa: i suoi processi, le persone che vi operano, la distribuzione delle responsabilità e le specifiche aree di rischio.
Non esiste, in questa prospettiva, un modello valido indistintamente per ogni organizzazione. Il sistema deve essere proporzionato alla realtà aziendale e costruito sulle sue caratteristiche, così da poter essere effettivamente applicato e, soprattutto, aggiornato nel tempo.
È questa la logica della compliance integrata che caratterizza l’approccio di Piselli & Partners: collegare gli aspetti giuridici al concreto funzionamento dell’impresa e accompagnare il cliente nella costruzione di strumenti organizzativi destinati a entrare nella gestione quotidiana, anziché rimanere confinati alla documentazione.
Il ruolo del management e delle persone
Un passaggio centrale dell’intervista riguarda il ruolo del management e degli organi direttivi.
La compliance, per essere efficace, deve trovare impulso ai vertici dell’organizzazione e coinvolgere progressivamente tutte le funzioni aziendali. Deve diventare parte del modo in cui l’impresa prende decisioni, organizza i propri processi e affronta i rischi.
Un modello organizzativo non può, quindi, essere percepito come qualcosa di estraneo alla quotidianità aziendale. Chi è chiamato ad applicarlo deve conoscerlo e riconoscerlo come coerente con le modalità operative dell’impresa.
L’Avv. Scardaci ha richiamato, a questo proposito, la metafora della squadra sportiva: ciascun componente ha un ruolo preciso, ma il risultato dipende dalla capacità di collaborare, comunicare e mettere a disposizione le proprie competenze.
La compliance diventa così un vero lavoro di squadra, nel quale responsabilità, competenze e informazioni devono circolare in modo adeguato all’interno dell’organizzazione.
Diversità, sostenibilità e responsabilità d’impresa
L’intervista ha toccato anche il tema della sostenibilità organizzativa e della necessità di costruire ambienti di lavoro in grado di valorizzare le persone e favorire un equilibrio sostenibile tra dimensione professionale e personale.
In questo quadro, attenzione alla diversità ed empowerment femminile rappresentano ulteriori elementi di riflessione per le organizzazioni e per i loro processi decisionali. Una governance efficace passa anche dalla capacità di valorizzare competenze, esperienze e prospettive differenti.
Si tratta di aspetti che contribuiscono a una concezione più ampia della compliance, nella quale legalità, organizzazione, sostenibilità e responsabilità d’impresa non sono ambiti separati, ma componenti di un medesimo percorso.
L’intelligenza artificiale entra nell’organizzazione
La parte finale della conversazione è dedicata all’intelligenza artificiale, il cui ingresso nei processi aziendali apre nuove opportunità, ma pone anche questioni legate a competenze, controllo e responsabilità.
Il tema assume particolare rilievo nel contesto dell’intervista, realizzata con Intelia – FuturIA, realtà italiana che sviluppa soluzioni di AI e Legal Tech rivolte anche a professionisti, studi legali e imprese.
Per descrivere il ruolo dell’intelligenza artificiale nell’organizzazione, l’Avv. Scardaci ha utilizzato una metafora efficace: più che un nuovo giocatore, l’AI è una nuova “maglia” per la squadra, uno strumento trasversale destinato a modificare il modo di lavorare e collaborare.
L’intelligenza artificiale non dovrebbe quindi sostituire il ruolo delle persone né diventare il “capitano” dell’organizzazione. Il suo utilizzo richiede invece formazione, consapevolezza, controllo umano e una chiara attribuzione delle responsabilità.
Anche sotto questo profilo, per le imprese diventa importante adottare un approccio strutturato alla gestione dei nuovi rischi. L’innovazione tecnologica deve essere accompagnata da adeguati presidi organizzativi e da sistemi di compliance capaci di evolvere insieme ai processi aziendali.
Quando la compliance diventa cultura d’impresa
Dall’intervista emerge, in definitiva, una concezione della compliance non come elemento separato dall’organizzazione, ma come parte integrante del suo funzionamento quotidiano.
Processi chiari, competenze condivise, formazione, leadership consapevole e tecnologie adeguatamente governate concorrono alla costruzione di un’organizzazione più strutturata e preparata ad affrontare il cambiamento.
È in questa prospettiva che si colloca il lavoro di Piselli & Partners, che affianca imprese e organizzazioni nei percorsi di adeguamento normativo e organizzativo, mettendo a disposizione competenze specialistiche per la progettazione e lo sviluppo di modelli di compliance coerenti con la struttura, i processi e gli obiettivi del business.
L’obiettivo è fare della compliance non un mero adempimento, ma un elemento integrato nella governance e nella gestione dell’impresa, capace di accompagnarne l’evoluzione e di accrescere la consapevolezza dei rischi.
La compliance, in definitiva, non riguarda soltanto le regole. Riguarda organizzazione, persone e cultura d’impresa. Ed è dall’integrazione di questi elementi che un modello può diventare uno strumento concreto a supporto della crescita e dell’innovazione.
L’intervista completa all’Avv. Chiara Scardaci è disponibile su Radio Intelia, la piattaforma di Intelia dedicata ai contenuti e alle interviste sul mondo dell’intelligenza artificiale.