La legge annuale di semplificazione e miglioramento della qualità normativa
La legge annuale di semplificazione e miglioramento della qualità normativa (L. 10 novembre 2025, n. 167): spinta sulla digitalizzazione, aggiornamento del CAD e numerose deleghe.
A cura di Avv. Tania Rea e Dott.ssa Matilde Massimo
Il prossimo 29 novembre entra in vigore la Legge n. 167/2025 recante “Misure per la semplificazione normativa e il miglioramento della qualità della normazione e deleghe al Governo per la semplificazione, il riordino e il riassetto in determinate materie”, composta da 23 articoli suddivisi in quattro Capi.
Tale Legge ha il duplice scopo di:
- semplificare il quadro normativo vigente, andando ad abrogare norme ormai obsolete e riordinando l’assetto di quelle esistenti;
- migliorare la qualità delle leggi future, introducendo nuovi strumenti di analisi e digitalizzazione.
Il provvedimento conferisce al Governo un pacchetto ampio di deleghe per riscrivere, in chiave di semplificazione e riordino, la normativa di diversi settori, con tempi di esercizio compresi tra 12 e 18 mesi e la possibilità di adottare successivi decreti correttivi.
INDICE
- Digitalizzazione dell’attività di produzione normativa (Capo II, art. 9)
- Disposizioni in materia di adozione in formato digitale dei regolamenti ministeriali (Capo II, art. 10)
- Delega al Governo in materia di semplificazione, aggiornamento e riassetto del Codice dell’amministrazione digitale (Capo II, art. 11)
- Valutazione di impatto generazionale e Osservatorio per l’impatto generazionale delle leggi (Capo II, artt. 4 e 5)
- Deleghe al governo per la semplificazione, il riordino e il riassetto di determinate materie della normativa vigente (Capo III, artt. da 12 a 21)
- Conclusioni

Digitalizzazione dell’attività di produzione normativa (Capo II, art. 9)
Una delle parti più innovative è sicuramente quella relativa alla digitalizzazione dell’attività di produzione normativa e la gestione dei dati della Pubblica Amministrazione.
In particolare, l’art. 9 della Legge in esame prevede che “Il Governo è delegato ad adottare, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi recanti la disciplina delle modalità digitali dell’attività di produzione normativa e in particolare della formazione, sottoscrizione, trasmissione, promulgazione, emanazione, adozione, pubblicazione, conservazione e raccolta degli atti normativi”.
Nello specifico, il Governo, nell’esercizio della delega è tenuto ad osservare, oltre i principi e criteri di cui all’art. 2, anche i seguenti principi e criteri direttivi specifici:
- disciplina dell’attività di produzione normativa secondo modalità digitali in coerenza con il CAD, al fine di garantire l’efficienza, la speditezza e la sicurezza del procedimento, assicurando l’autenticità e l’integrità degli atti normativi;
- graduale superamento delle procedure e degli adempimenti analogici previsti dalla normativa vigente, ivi inclusa l’apposizione di nastrini e sigilli;
- individuazione e disciplina delle modalità di pubblicazione, di conservazione e di raccolta degli atti normativi, nel rispetto della disciplina vigente che ne dispone la pubblicazione e la raccolta, con modalità digitali, da parte del soggetto preposto alla gestione della Gazzetta Ufficiale e del portale Normattiva.
Disposizioni in materia di adozione in formato digitale dei regolamenti ministeriali (Capo II, art. 10)
Nell’intento di digitalizzare la produzione normativa e le attività ad essa correlate, tra le misure disposte dalla Legge, vi è proprio quello di stabilire la sottoscrizione dei regolamenti con firma digitale che “integra e sostituisce l’apposizione di nastrini e sigilli di cui al regio decreto-legge 27 ottobre 1927, n. 2092, convertito dalla legge 29 novembre 1928, n. 2709, e le altre procedure analogiche previste dalla normativa vigente per assicurare l’autenticità e l’integrità degli stessi”.
Delega al Governo in materia di semplificazione, aggiornamento e riassetto del Codice dell’amministrazione digitale (Capo II, art. 11)
Oltre agli interventi menzionati, la Legge interviene anche direttamente sul Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), delegando il Governo ad apportare modifiche sulle disposizioni dello stesso, con finalità di semplificazione, indirizzando esplicitamente l’attività dell’esecutivo nel disporre detti testi normativi.
Sul punto, la legge dispone tale delega “Al fine di valorizzare e rafforzare il patrimonio informativo pubblico, i processi di digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni e l’erogazione di servizi in rete ai cittadini e alle imprese.”
Nell’esercizio della delega, il Governo è tenuto ad osservare, oltre i principi e criteri di cui all’art. 2, anche i seguenti principi e criteri direttivi specifici:
- aggiornare la disciplina dei mezzi di identificazione elettronica e dei servizi fiduciari in coerenza con il quadro regolatorio europeo, al fine di semplificare l’accesso ai servizi in rete erogati dalle Pubbliche Amministrazioni e la fruizione dei medesimi;
- garantire e rafforzare l’interoperabilità dei sistemi informativi e delle basi di dati delle Pubbliche Amministrazioni e dei gestori dei servizi pubblici, mediante la semplificazione e la razionalizzazione delle procedure per l’accesso ai dati e la loro disponibilità tramite i servizi della piattaforma digitale nazionale dati nonché per la generazione e la conservazione dei documenti.
In tal senso, rileva certamente che tale Legge si pone in linea con l’attività recentemente portata avanti dall’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid) per il sostegno alla digitalizzazione dell’attività amministrativa.
Valutazione di impatto generazionale e Osservatorio per l’impatto generazionale delle leggi (Capo II, artt. 4 e 5)
Il provvedimento in esame affianca alla semplificazione formale una serie di strumenti per migliorare la qualità delle leggi, introducendo la Valutazione di Impatto Generazionale (VIG) per gli atti normativi del Governo, cioè un’analisi preventiva degli effetti ambientali e sociali sui giovani e sulle generazioni future, da svolgere nell’ambito dell’analisi di impatto della regolamentazione prevista dalla Legge n. 246/2005.
Per monitorare questo profilo è istituito presso la Presidenza del Consiglio un Osservatorio nazionale per l’impatto generazionale delle leggi, con compiti di studio e proposta, senza nuovi costi per la finanza pubblica.
In parallelo, la Legge rafforza l’attenzione all’impatto di genere delle politiche pubbliche, imponendo che le analisi ex ante ed ex post delle norme considerino sistematicamente le ricadute su donne e uomini e prevedendo, altresì, l’obbligo, per i soggetti che producono statistica ufficiale, di fornire dati sempre disaggregati per sesso.
Deleghe al governo per la semplificazione, il riordino e il riassetto di determinate materie della normativa vigente (Capo III, artt. da 12 a 21)
Dall’entrata in vigore della Legge, conseguirà l’attribuzione al Governo della delega a presentare, ogni anno, entro il 30 giugno, un disegno di legge, mosso dall’intento di semplificazione, riassetto e riordino di specifici e svariati settori dell’ordinamento (Capo III). Tra i settori individuati dalla presente legge, vi sono:
- il settore degli affari esteri e la cooperazione internazionale (art. 12);
- il settore relativo al Codice della navigazione (art. 13);
- il settore dell’elettorato attivo e per la tenuta e la revisione delle liste elettorali (art. 14);
- il settore dell’istruzione (art 15);
- il settore della disabilità (art. 16);
- il settore relativo alle misure di protezione giuridica per le persone fragili, modificando le relative disposizioni del Codice civile (art. 17);
- il settore della protezione civile (art. 18);
- politiche per la famiglia, la natalità e le pari opportunità (art. 19);
- in materia di formazione superiore e ricerca (art. 20).
Conclusioni
In conclusione, la Legge n. 167/2025 rappresenta un tentativo di modernizzare la macchina legislativa italiana al fine di rendere più semplice e ordinata la normativa vigente.