COMMISSARI DI GARA, TROPPO POCHI GLI ISCRITTI ALL’ALBO ANAC: SLITTA AL 15 APRILE L’ENTRATA IN VIGORE

Come auspicato poco più di un mese fa (cfr. articolo a cura dell’Avv. Pierluigi Piselli “Commissari di gara, troppo pochi gli iscritti all’albo Anac: dal 15 gennaio appalti a rischio blocco”, pubblicato su Edilizia e Territorio, 4.12.2018), con un Comunicato del Presidente dell’ANAC pubblicato il 9 gennaio è stata differita l’operatività dell’Albo dei Commissari di gara di cui all’articolo 78 del Codice dei Contratti Pubblici dal 15 gennaio 2019 al 15 aprile 2019.

Avevamo già in precedenza evidenziato il ridotto – e invero insufficiente – numero di iscrizioni all’Albo dei commissari, circostanza questa che metteva in serio rischio il normale svolgimento delle gare di appalto, con una possibile disastrosa interruzione delle procedure ad evidenza pubblica.

Dati alla mano, l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha pertanto optato per un differimento della piena operatività del sistema di cui al combinato disposto dell’articolo 78, D.Lgs. n. 50/2016 e delle Linee Guida n. 5.

Il Presidente Cantone, dopo aver ricordato l’adozione delle Linee Guida e la predisposizione del sistema informatico necessario, ha rilevato che gli attuali iscritti ammontano a circa 2.100 unità.

L’ulteriore elemento critico è che soltanto la metà di queste ultime riguardano iscrizioni che prevedono la disponibilità a far parte anche di commissioni esterne.

Dunque, con poco più di 1.000 commissari esterni, era impensabile ritenere coperte per tutto il territorio nazionale le gare aggiudicate con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e la situazione, in taluni casi, risultava ancora più grave posto che, come emerge dal Comunicato, in alcune sottosezioni non si rinvengono iscritti.

Nello specifico, tale incolmabile deficit si riscontra con riferimento al 30% delle stesse sottosezioni.

Meno di 10 esperti, invece, si rinvengono in un’ulteriore porzione delle sottosezioni – ci si riferisce al 40% circa – con una definitiva compromissione del funzionamento dell’istituto

In considerazione delle descritte criticità, è la stessa Autorità a riconoscere che il numero di esperti, ad oggi, non permette in alcun modo di rendere il sistema efficace alla luce delle richieste che si prevedono con riferimento al numero di gare che verranno bandite.

Il Comunicato del Presidente permette, inoltre, di cogliere un ulteriore aspetto: la rigidità del meccanismo normativo che gli articoli 77 e 78 del Codice dei Contratti Pubblici istituiscono.

Le suddette disposizioni, infatti, non consentono di ricorrere ad uno strumento alternativo qualora non siano rinvenibili esperti o ne siano rinvenibili un numero estremamente esiguo.

In esito a tali considerazioni, l’Autorità non ha potuto far altro che posticipare al 15 aprile 2019 l’operatività del sistema dell’Albo dei commissari di gara, in vista di una eventuale implementazione delle iscrizioni da parte dei soggetti interessati.

A fronte di questo primo riscontro, nonostante il lasso di tempo intercorso tra l’istituzione dell’albo e il suo “varo”, la penuria di iscrizioni rende palese l’incertezza ingenerata anche negli stessi dipendenti pubblici, chiamati a svolgere anche e principalmente attività per le Amministrazioni di appartenenza.

In questo quadro, sarebbe quanto mai auspicabile un ripensamento normativo del modello, già con l’annunciata “complessiva revisione del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50”, inserita al comma 912, art. 1, della Legge di Bilancio 30.12.2018 n. 145.

Anziché la nomina di commissari esterni si potrebbe ipotizzare una sorta di tutoraggio da parte di un soggetto esterno e sorteggiato fra gli iscritti all’Albo dei commissari, che supervisioni e vigili sull’espletamento delle procedure di gara.

In tal modo si giungerebbe ad un triplice risultato:

  • non inserire ulteriori fasi nella già complessa procedura di evidenza pubblica;
  • dotare le Amministrazioni di soggetti in grado di supportare, con funzioni di garanzia, l’operato delle stazioni appaltanti in una sorta di vigilanza collaborativa;
  • e infine non vanificare il modello operativo istituito dagli articoli 77 e 78 del Codice dei Contratti Pubblici e ben declinato nelle Linee Guida n. 5 dell’ANAC e nel Comunicato del Presidente Cantone del 18 luglio 2018.