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PISELLI&PARTNERS NELL’ASSISTENZA LEGALE ALLA PRIMA TOKENIZZAZIONE DELLE TAVOLE DI FUMETTI DEL MAESTRO GIANNI DE LUCA

L’approfondimento a cura dell’Avv. Sara Lepidi

 

Arte, diritto e nuove tecnologie: un legame sempre più stretto, che lo Studio Piselli&Partners continua ad indagare ed approfondire, portando avanti il suo impegno volto alla implementazione di nuovi processi e strumenti di digitalizzazione per la valorizzazione del patrimonio culturale, in tutte le sue forme.

Dopo le numerose iniziative svolte negli ultimi mesi, lo Studio prosegue il percorso di promozione del dialogo tra arte e nuove tecnologie, con l’obiettivo di apportare un contributo concreto alla riflessione sull’impatto delle new technologies nel settore dell’arte, analizzando le opportunità̀, le sfide e le criticità̀ che si prospettano per gli anni a venire.

Questa volta il focus è sull’universo del fumetto.

L’occasione èGianni De Luca in NFT”, l’innovativo progetto di cui Piselli&Partners è legal advisor, che verrà presentato a Roma nei prossimi giorni, in concomitanza con “IL GRANDE GIANNI DE LUCA de IL GIORNALINO”, la personale dedicata al grande fumettista romano all’interno del Festival del Fumetto ARF! KIDS 2021.

In mostra dal 21 al 23 maggio pp.vv. alla Città dell’Altra Economia, nell’ambito di ARF! KIDS 2021, al padiglione Oceania, una ricca selezione di alcune delle più belle tavole originali e delle illustrazioni di copertina tratte dai suoi lavori più noti ed apprezzati, pubblicate tra il 1970 e il 1982 sulle pagine del celebre settimanale per ragazzi Il Giornalino (Edizioni San Paolo).

 

 

L’estro e la genialità di De Luca, definito uno dei più grandi Maestri del Fumetto italiano al pari di Hugo Pratt, Guido Crepax o Sergio Toppi, la cui influenza culturale è riconosciuta da star internazionali come Frank Miller, Dave McKean o Bill Sienkiewicz, tornano adesso di attualità, grazie alle potenzialità della tecnologia blockchain.

A trent’anni dalla sua morte, il maestro rivive in un progetto sperimentale: saranno infatti realizzati i token singoli di tre sue opere originali tratte da “Il commissario Spada” e dalla Trilogia Shakespeariana, trittico di adattamenti di Amleto, La tempesta Romeo e Giulietta, in cui De Luca sperimentava con la forma del racconto, disegnando l’evoluzione di un movimento o di un dialogo all’interno della stessa immagine.

La mostra sarà lo spunto per realizzare il primo esperimento di “tokenizzazione” di tavole a fumetti, con l’intento di rendere fruibili a livello mediatico, sulla piattaforma OpenSea, opere originali sinora rintracciabili soltanto nelle sia pure frequenti e prestigiose riedizioni librarie, inaugurando così inedite possibilità di diffusione, di scambio e perfino di remixaggio di tali opere, in un ambito assolutamente protetto.

Come è stato correttamente osservato, se la democratizzazione dei flussi informativi, offerta dalla Rete, da un lato amplia le possibilità di conoscenza, dall’altro lato espone a rischi di falsificazioni e abusi di ogni genere.

Da questo punto di vista, la tecnologia blockchain è in grado di fornire garanzie stabili nel tempo, in termini di tracciabilità di opere e dati, incoraggiando inoltre nuove forme di creatività e contaminazioni artistiche.

Dunque, la creazione di gemelli virtuali di opere originali (i c.d. token) assicura la tutela del diritto d’autore, una più regolata diffusione di conoscenze e flussi informativi, un più proficuo utilizzo anche condiviso di opere d’arte, e la certezza sull’utilizzo e l’acquisito dei beni in circolazione nel web.

Vantaggi assolutamente rilevanti; non per niente, quello della blockchain applicata al mondo dell’arte è un mercato in forte espansione – cresciuto, solo nel 2020, di ben il 299%.

Secondo il sito Cointelegraph, nell’arco di trenta giorni, tra gennaio e febbraio 2021, sono stati spesi più di 100 milioni di dollari in non-fungible token (NFT).

L’interesse è esploso in particolare in seguito alla vendita di un’opera di criptoarte da parte di Christie’s, una delle più importanti case d’asta in attività. Si tratta di Everydays: The First 5000 Days, un’opera di Beeple (ne abbiamo parlato qui), nome d’arte di Mike Winkelmann, che ha composto un collage di 5.000 immagini da lui create dal 2007 ad oggi.

Molti fumettisti, disegnatori e creativi di tutto il mondo hanno quindi iniziato a produrre NFT, in alcuni casi con ritorni milionari.

A marzo, alcune immagini NFT ritraenti Wonder Woman create dal disegnatore José Delbo e dal duo milanese Hackatao (con cui lo Studio Piselli&Partners ha collaborato nella realizzazione del’innovativo progetto “Remix me”), specializzato in criptoarte, hanno raccolto 1,85 milione di dollari durante un’asta a sostegno di Girls Who Code, organizzazione senza scopo di lucro che si batte per aumentare il numero di donne attive nel settore dell’informatica.

Un NFT della copertina variant di Non-Stop Spider-Man 1, disegnata da Adam Kubert, è stato venduto sulla piattaforma Portion.io (una delle tante dove è possibile fare acquisti con criptovalute, oltre alle più famose OpenSea, MakersPlace, SuperRare e Foundation) per circa 25.000 dollari, all’interno di una collaborazione con il sito di tavole originali Essential Sequential, che ha fornito pezzi di Dan Panosian, Matteo Scalera, Dave Johnson, Andy Kubert ed Eric Canete. In questo caso, l’acquisto includeva anche il disegno fisico originale.

In America, già da alcuni mesi, l’azienda Veve, in collaborazione con DC Comics, ha iniziato a mettere in vendita versioni digitali di statue di Batman e altri personaggi del suo universo. Queste versioni digitali sono NFT in edizioni limitate (si va dalle 750 copie dell’Harley Quinn basata sul design di Terry Dodson, venduta a 60 dollari, alle 9.000 del Batman di Darwyn Cooke, per 40 dollari, fino al più costoso: Nightwing di Jim Lee, 90 dollari per ognuna delle 1.850 copie).

Il Partner Riccardo Piselli, esperto di  ICT, blockchain e Intelligenza Artificiale e Dottore di Ricerca alla LUISS di Roma, evidenzia come, grazie agli NTF, «anche in Rete le opere d’arte (siano dipinti di Van Gogh, immagini di Beeple, film di Scorsese o brani dei Mäneskin) possano essere oggi diffuse, scambiate, riprodotte, condivise, rielaborate, dunque anche potenzialmente accresciute nel loro valore, ma restando sempre protette da tracciamenti certificati».

Questo il senso degli NFT, che nel flusso liquido e inarrestabile del web, restituiscono valore alle cose di valore. Anche la nona arte, all’avanguardia nel secolo scorso, non potrà che trarre giovamento dall’incontro con l’avanguardia culturale e tecnologica del nuovo millennio.

I token tendono così ad assumere lo stesso valore delle opere originali, ma possono andare molto più lontano, “cavalcando” la fluidità della Rete con tutte le nuove garanzie del caso.

La possibilità di associare a un qualsiasi contenuto digitale una “certificazione di unicità” basata sulla tecnologia blockchain, ricavandone un NFT, costituisce una novità assoluta nell’ambito della gestione della proprietà intellettuale ed è naturale che anche il fumetto inizi a prenderne atto. Gli orizzonti di questa possibilità, a cui ci si riferisce ormai comunemente come “tokenizzazione”, sono del tutto aperti, in evoluzione continua e rapidissima, per cui troviamo significativo che il nome di un grande maestro italiano, quale Gianni De Luca, sia associato a questa evoluzione realmente epocale.

In questa prospettiva, il critico letterario Gianni Brunoro ha ribadito il collegamento tra un autore visionario come Gianni De Luca e una tecnologia innovativa come quella del blockchain: «Se, a suo modo, quando nacque alla fine dell’Ottocento, anche il fumetto – nel suo inedito connubio fra parola e immagine – poteva intendersi come una “nuova tecnologia”, esso ha comunque rappresentato un nuovo modo di comunicare: lo testimonia la fortuna trasversale di pubblico, critica e mercato, che continua ad acquisire ai nostri giorni. Per cui oggi dobbiamo augurarci una sua rilettura nel frame delle attuali tecnologie, che possano incoraggiarne una migliore e ancora più ampia diffusione su diversi piani e in ambiti ancora inesplorati. Come fece a suo tempo Gianni De Luca».

 

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