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BIM: Novità del nuovo Codice Appalti

BIM: Novità del nuovo Codice Appalti 

A cura dell’Avv. Alessandra Pepe

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Bim Nuovo Codice

INDICE

  • Introduzione
  • Il BIM nel Nuovo Codice Appalti
  • L’Articolo 43 del Nuovo Codice Appalti
  • L’Allegato 1.9 del Nuovo Codice Appalti
  • Modalità e Termini
  • Adempimenti delle Stazioni Appaltanti
  • Guida UNI
  • Guarda il Video

Introduzione

Da una decina di anni a questa parte il termine BIM, acronimo di Building Information Modeling, è divenuto parte integrante del lessico di chi è chiamato a realizzare e gestire investimenti pubblici, dando vita, in questo campo, ad un processo evolutivo paragonabile a quello avutosi, nel recente passato, con l’introduzione della certificazione di qualità nelle attività di costruzione o dei piani di sicurezza nei cantieri.

Il tema, influenzato da un’impostazione anglosassone finalizzata a rendere i processi produttivi, più sicuri ed efficaci, è stato declinato in Italia soprattutto in chiave progettazione, nel senso dell’innalzamento della qualità della stessa; ciò senza peraltro dare adeguato risalto, se non in tempi relativamente più recenti, alle positive implicazioni che il metodo riverbera sull’intero ciclo di vita dell’investimento, dalla fase costruttiva a quella di gestione operativa, dismissione inclusa.

Il BIM nel Nuovo Codice Appalti

Il nuovo Codice appalti, il d.lgs. 36/2023, conferma la centralità di ruolo del BIM, affermando, nella relazione del Consiglio di Stato che ne accompagna i contenuti sin dalla prima stesura, che in coerenza con l’introduzione del principio del risultato, il nuovo codice mira a favorire, attraverso l’uso di metodi e strumenti di gestione informativa digitale delle costruzioni, quale appunto il BIM, il miglior esito dell’investimento pubblico. Tale metodologia di gestione, continua la relazione, assicura la riduzione della complessità dei procedimenti, oltre al contenimento delle tempistiche, in tal modo implementando il livello di efficienza e di efficacia nella realizzazione e gestione delle opere e dei servizi connessi.

L’Articolo 43 del Nuovo Codice Appalti

Coerentemente con tale premessa, il Codice dedica l’intero articolo 43 ai metodi e strumenti di gestione informativa digitale delle costruzioni, utilizzando una terminologia innovativa che corrisponde, a quella generalmente utilizzata a livello internazionale, che riconduce il BIM al più ampio contesto dell’Information Management.

L’articolo 43 fissa anzitutto a livello di normativa primaria il termine del 1° gennaio 2025 per l’entrata in vigore dell’obbligo di adottare il BIM per la progettazione e la realizzazione di opere di nuova costruzione e per gli interventi su costruzioni esistenti, per importo a base di gara superiore a 1 milione di euro, ad esclusione degli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione, a meno che essi non riguardino opere precedentemente eseguite con l’uso dei metodi e strumenti di gestione informativa digitale. Ciò allo scopo di rafforzarne certezza ed effettività di una previsione sulla applicazione temporale della norma fin qui fissata da un decreto ministeriale (previsione già presente nel D.M. 312/2021), i cui contenuti sono per il resto riportati in modo aggiornato nell’apposito allegato I.9 al Codice, che disciplina la materia ai fini operativi.

L’Allegato 1.9 del Nuovo Codice Appalti

Resta peraltro stabilito che le stazioni appaltanti e gli enti concedenti possono sempre adottare la metodologia BIM, eventualmente prevedendo nella documentazione di gara un punteggio premiale da attribuirsi in ragione delle modalità d’uso migliorative proposte dalle imprese partecipanti, facoltà peraltro subordinata all’adozione delle misure stabilite nell’allegato I.9.

Modalità e Termini

Il nuovo Codice non si limita solo ad impartire obblighi di legge ma, fornisce anche disposizioni operative attraverso i suoi allegati. In particolare, l’allegato I.9 “Metodi e strumenti di gestione informativa digitale delle costruzioni” definisce le modalità e i termini per l’adozione del BIM nell’affidamento e nell’esecuzione dei contratti pubblici di lavori. Queste disposizioni coinvolgono le stazioni appaltanti, le figure preposte alla direzione e al controllo e, indirettamente, l’impresa di costruzioni (appaltatore) che deve adeguarsi agli stessi  metodi e strumenti.

Adempimenti delle Stazioni Appaltanti

Solo per citarne alcuni, gli adempimenti cui le stazioni appaltanti (SA) devono sottostare prima di adottare processi per la gestione informativa digitale nei procedimenti tecnico-amministrativo includono:

  • la formazione specifica del personale;
  • l’acquisizione di hardware e software adeguati;
  • l’adozione di un atto organizzativo con procedure di gestione e controllo;
  • la nomina di figure professionali qualificate;
  • l’uso di ambienti di condivisione dei dati e piattaforme interoperabili;
  • la predisposizione di capitolati informativi per l’affidamento dei servizi di progettazione e per l’appalto dei lavori, ecc.

L’attenzione prestata a questi aspetti rappresenta una novità significativa; l’obiettivo è garantire che le stazioni appaltanti siano in grado di gestire efficacemente e adeguatamente la transizione verso l’utilizzo del BIM nei contratti pubblici.

La recente Guida UNI

E’ dello scorso mese di marzo la pubblicazione della Guida alle norme per le costruzioni digitali, con un focus normativo e operativo sulla “parte 0” della serie UNI 11337, “Edilizia e opere di ingegneria civile – Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni”, che fornisce alcuni importanti chiarimenti di natura normativa e operativa per l’utilizzo corretto – e consapevole – delle metodologie BIM.

La serie fa parte di un insieme di 25 norme relative al BIM, spesso in continuo aggiornamento e con informazioni frammentate, rispetto alle quali il documento UNI intende fare ordine.
La serie UNI 11337 si rivolge a tutte le opere edilizie e a qualsiasi tipologia di prodotto, sia esso un edificio o una infrastruttura, di nuova costruzione, ma trova utile applicazione anche in caso di conservazione o di qualificazione dell’ambiente o del patrimonio costruito, e si applica a qualsiasi tipologia di processo, dall’ideazione alla produzione e all’esercizio.

L’intera serie UNI 11337 è in fase di revisione e ampliamento, oltre che di ristrutturazione per quanto riguarda l’assegnazione dei numeri di parte. Con la futura pubblicazione, alcune parti avranno un numero diverso rispetto a come finora si sono diffuse sul mercato, al fine di dare una lettura dei testi più lineare e coerente con l’infrastruttura normativa internazionale.

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